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11 maggio 2017

Coni, con 67 voti su 75 Malagò rieletto presidente

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Nessun cambio al vertice del Coni: "Vi chiedo di volare alto e mettere da parte i singoli protagonismi. Serve coraggio. I risultati? I numeri parlano chiaro: siamo un colosso", ha dichiarato nel suo discorso elettivo Malagò

Il bis di Malagò. Una elezione senza storia, granitica. 67 voti (dei 75 votanti) contro i 2 voti per Grifoni, candidato "di bandiera". Un attestato di stima per il lavoro degli ultimi 4 anni, in prima linea, senza sosta, e non a caso si commuove solo quando ringrazia i familiari, per il tempo rubato a loro. Ama definirsi un presidente che ci mette la faccia, un imprenditore prestato allo sport. Nessun riferimento a medaglie vinte o successi degli azzurri, preferisce ricordare tra gli altri il percorso complesso della riforma della giustizia sportiva, la crescita della Scuola dello Sport, e i tanti problemi da risolvere da qui fino al 2020. Su tutti il bisogno urgente di uniformità, a maggior ragione davanti alle troppe beghe interne tra le varie Federazioni, conflitti di interesse, una torre di Babele di statuti diversi, un marasma. 

Le novità Sensini e Cammarelle

Nella nuova Giunta Coni non c'è il calcio, nessun dirigente nè atleta, ma spazio a tennis, atletica, golf, tiro a volo, volley e sport invernali. Si abbracciano i due nuovi membri in quota atleti Alessandra Sensini e Roberto Cammarelle, all'apparenza sembrano il gigante e la bambina, ma la Sensini di fragile ha poco, caparbia, da anni studia per essere una dirigente preparata, propositiva, da campionessa olimpica a - nuovo incarico - vicepresidente del Coni. Insieme a Chimenti, vicepresidente vicario. Il 12 giugno il presidente della Repubblica Mattarella verrà ufficialmente in visita al Foro Italico per conoscere tutto il mondo dello sport italiano, un mondo che ha in Malagò ancora la sua guida, riconfermata, stra-votata.

Questo l'esito della votazione dei componenti del Consiglio elettivo del Coni, tenuta a scrutinio segreto: 

Voti Malagò: 67
Voti Grifoni: 2
Schede bianche : 5
Schede nulle: 1

Il discorso di Malagò

"Durante il mio mandato i 4/5 del programma sono stati realizzati, altre situazioni non sono dipese dalla volontà del Coni - ha detto Giovanni Malagò nella Sala d Onore del Foro Italico -. Penso a quanto si è fatto in molti settori del nostro mondo, penso all'Istituto di Medicina e Scienza, alla formidabile crescita della Scuola dello Sport, penso al percorso fatto per riformare la giustizia sportiva e alla credibilità acquisita a livello internazionale relativamente al tema dell antidoping, dove siamo diventati modello da imitare, attribuendo autonomia al sistema". Malagò ha poi parlato del tema dello sport a scuola. "Ci abbiamo messo la faccia e le risorse, raccogliendo risultati importanti sotto il profilo della pratica sportiva. In quattro anni sono cambiati piu' volte i referenti a livello istituzionale e non è stato facile portare avanti le nostre istanze. Ora però è indispensabile avere una legislatura piena e pianificare la legge quadro del nostro sistema, non tenendo più conto di apparati legislativi che sono ormai desueti. Dobbiamo uscire dai recinti, dobbiamo volare alto, mettendo da parte i protagonismi e ogni conflitto d interesse. I risultati sportivi poi sono sotto gli occhi di tutti, l associazionismo di base è il nostro motore. Vogliamo andare avanti, facendo leva su coraggio e idee: poi la differenza la fanno le persone. Vi chiedo di volare alto e mettere da parte i singoli protagonismi. Serve coraggio, non abbiate paura. Quanto ai risultati i numeri parlano chiaro: siamo un colosso".

Il sogno olimpico

"Un presidente del Coni non può non sognare le Olimpiadi, sarebbe come tradire la propria storia". Giovanni Malagò, appena rieletto alla guida del comitato olimpico italiano, torna così su quella che è stata la grande delusione del suo primo mandato: la rinuncia alla candidatura di Roma per i Giochi del 2024. "Nessuno infatti si capacita dell'occasione mancata - ha proseguito Malagò - vediamo cosa succederà a Lima, per l'assegnazione del 2024: il sogno deve restare tale, poi dobbiamo guardare le reali possibilità".

Malagò: "Possiamo giocare ruolo da protagonisti"

"Mio discorso non ruffiano, ma duro"

Queste le prime dichiarazioni a caldo di Malagò: "Non ho fatto certo un discorso ruffiano, ma forte e duro. Chi non se la sentiva non doveva votarmi. Negli ultimi 4 anni abbiamo fatto molto ma c’è una grande aspettativa.  Ci sono le premesse per giocare un ruolo da protagonisti nel nostro Paese: per fare questo dobbiamo dare l’esempio. Stiamo facendo tante cose belle e importanti non ci dobbiamo mai accontentare”.

Il nuovo organigramma

Franco Chimenti e Alessandra Sensini son stati eletti vice-presidenti del Coni. Per la Sensini un nuovo incarico di prestigioso: l'ultima donna vicepresidente del Coni era stata Diana Bianchedi nella giunta Petrucci. Confermato Roberto Fabbricini segretario Coni. L’incarico di presidente della Coni Servizi sarà ad interim di Malagò fino alle Olimpiadi Invernali 2018. Dopo questa scadenza Fabbricini diventerà presidente di Coni Servizi. E nuovo segretario Coni diventerà Carlo Mornati. 

Sensini: "Io vicepresidente rande soddisfazione"

"E' un momento molto bello. Ho fatto per 30 anni l'atleta, quattro anni fa ho smesso l'attività e sono stata subito catapultata nel mondo del lavoro riuscendo a rimanere in ambito sportivo con ruoli anche importanti". Queste le parole dell'olimpionica della vela Alessandra Sensini dopo essere stata eletta vicepresidente del Coni dopo aver ricoperto per quattro anni la carica di membro di Giunta in quota atleti. "Sono stati anni duri e questi per me lo saranno ancora di più - aggiunge - per me è una grande soddisfazione avere la fiducia di Malagò, una persona che stimo moltissimo, ne sono orgogliosa".

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