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20 settembre 2016

Doping, sulle urine di Schwazer esame Dna

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Il sequestro del campione stabilito dalla Procura della Repubblica di Bolzano. Si tratta del campione sottoposto al controllo antidoping del 1° gennaio 2016 e contenente l'elevato tasso di testosterone sintetico che ne ha causato l'estromissione dalle Olimpiadi di Rio e la squalifica per 8 anni

Sul campione di urine di Alex Schwazer del controllo antidoping del primo gennaio 2016 verrà effettuato l'esame del Dna. La Procura della Repubblica di Bolzano ha fatto sequestrare, in virtù di una rogatoria internazionale, il campione di urine che contiene i sei precursori di testosterone sintetico che ha causato l'estromissione di Alex dalle Olimpiadi di Rio de Janeiro e la conseguente squalifica per otto anni da parte del Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna. A sequestrare il materiale e la documentazione è stata la Procura tedesca di Colonia.

Sulle urine verranno effettuate analisi chimiche al fine di stabilire se le urine, contenenti le sostanze vietate, appartengono prettamente a Schwazer oppure i precursori di testosterone sono stati inseriti, seppur in minima quantità, tra l'arrivo al laboratorio di Colonia e l'inizio del test antidoping.

Come da documentazione ufficiale in possesso dei legali dell'allievo di Sandro Donati, dalla catena di custodia delle provette emergono dei vuoti temporali. Uno dei punti sui quali la difesa si battuta sin dall'inizio è su quello che potrebbe essere accaduto alle provette contenenti le urine tra le ore 8,35 del primo gennaio 2016 (orario di conclusione del test a casa di Schwazer) fino alle ore 6 del giorno seguente. Certo è che sono state custodite presso l'ufficio dell'ispettore (Dco) ma "senza l'indicazione delle modalità di custodia e con una permanenza dei campioni nelle mani di personale esterno al laboratorio di Colonia per oltre 22 ore".

L'indagine, coordinata dal sostituto procuratore Giancarlo Bramante, dovrà far luce anche sul perché l'ordine di effettuare il controllo antidoping sull'ex marciatore altoatesino in data primo gennaio 2016, è stato dato con largo anticipo, il 16 dicembre 2015, lo stesso giorno quando Schwazer depose come testimone in Tribunale a Bolzano nel processo contro gli ex medici Fidal, Giuseppe Fischetto (è rimasto in seno alla commissione medica ed antidoping della Iaaf) e Pierluigi Fiorella.

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