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08 maggio 2017

Golf, Wells Fargo: Harman batte Johnson, 4° giro: crollo di Molinari

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Il putt di Brian Harman alla buca 18 nel quarto giro del Wells Fargo Championship 2017 (Getty)Il

L'americano è riuscito a piegare nel finale, grazie a uno straordinario putt, il connazionale e numero 1 del mondo Dustin Jonhson. Molinari, eccellente per tre giorni, ha invece avuto una pessima domenica scivolando al trentunesimo posto 

di Stefano Olivari

L'americano Brian Harman ha vinto il Wells Fargo Championship, disputatosi a Wilmington (North Carolina) superando nel finale due conanzionali, il numero 1 del mondo Dustin Johnson e Pat Perez. Nell'ultima giornata di gara crollo di Francesco Molinari, perfetto fino a sabato.

Super putt

Il colpo che resterà nella memoria è senz'altro il putt di Harman alla buca 18 del quarto giro: 7 metri e una freddezza clamorosa, per impedire a Dustin Jonhson di vincere il suo quarto torneo consecutivo. Il numero 1 del mondo era al rientro dopo l'infortunio alla schiena che lo ha tenuto per sei settimane lontano dalle gare (e fuori dal Masters): dopo i primi due giorni così così, sabato ha cambiato passo ed è andato a giocarsi la vittoria colpo a colpo con Harman e Pat Perez. Qui Harman è stato superiore, cancellando dalla mente alcuni brutti putt precedenti (in particolare alla 15), chiudendo le ultime due buche con due birdie e conquistando il suo secondo torneo PGA in carriera dopo il John Deere Classic del 2014, che lo qualificò al British Open. Per lui meno 10 totale rispetto al par, contro i meno 9 di Johnson e Perez e i meno 8 dello spagnolo Jon Rahm, giocatore del futuro che ormai è anche del presente.

Francesco Molinari

Un discorso a parte lo merita il giocatore torinese, che ha entusiasmato giovedì e venerdì, conquistando la testa, ed è andato bene anche sabato chiudendo a meno 6 (due colpi di distanza dal leader). Domenica un 75, 3 sopra il par, figlio di un cattivo gioco corto, con 5 bogey, lo ha fatto crollare verticalmente in classifica, fino al trentunesimo posto. Peccato, perché Molinari ha dimostrato, non soltanto in North Carolina, di poter avere lo stesso passo dei migliori: poi fra essere al top tre giorni invece di quattro c'è tutta la differenza che passa fra alzare i trofei e ricevere complimenti. 

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