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01 ottobre 2011

Bryant è volato negli Usa. Legabasket cerca la mediazione

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Italia sì o Italia no? Kobe Bryant aspetta... (Getty)

Il tour promozionale del Black Mamba in Italia è terminato, ma Kobe è pronto a tornare. La Virtus Bologna lo aspetta (in silenzio), ma è il basket italiano a dover risolvere la situazione: il presidente di Lega Renzi parla di "ampia disponibilità". VIDEO

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di LORENZO LONGHI

Kobe Bryant è tornato negli Stati Uniti. Niente di drammatico: così era previsto nel programma del suo tour promozionale in Italia e così, ovviamente, è stato. Il Black Mamba, però, attende adesso il via libera per acquistare un altro biglietto per il nostro Paese e volare da noi per giocare nel campionato italiano con la maglia della Virtus Bologna. Come noto, le V nere hanno già l'accordo con il numero 24 dei Lakers, ma ora tocca alle società di Legabasket mettersi d'accordo per non bloccare quello che sarebbe, di fatto, il più spettacolare colpo mediatico della pallacanestro italiana da anni a questa parte. Una vera e propria bomba da tre punti.

Tocca a Legabasket, si diceva, e a Kobe (e Sabatini) non resta che attendere e sperare. L'operazione, nella giornata di venerdì, si era bloccata improvvisamente a causa della ritrosia di Varese e Cremona, per nulla disposte - questioni di principio - ad accettare il piano della Virtus, che avrebbe previsto una modifica del calendario per permettere alla società di sostenere i costi dell'affare Bryant. Quando sembrava tutto fatto, l'operazione si era dunque arenata, scatenando l'ira di Claudio Sabatini. Che, con Bryant e i suoi agenti, si era accordato sulla base di un ingaggio di 2,5 milioni per 10 partite da giocare in poco più di un mese, tra il 9 ottobre e il 16 novembre. Senza soste e, possibilmente, contro le squadre più importanti.

La mediazione
- Quanto tutto, nel pomeriggio di ieri, sembrava perduto, ecco la mediazione che ha riaperto tutte le possibilità. Il presidente di Legabasket, Valentino Renzi, inizia a mediare per modificare la norma - una di quelle al centro dell'inghippo - che prevede l'impossibilità, per un club, di disputare le prime due giornate in casa, norma che non si può modificare se manca l'unanimità fra i club. Cremona sembra non volere mettere i bastoni fra le ruote dell'operazione, Varese pare al contrario più intransigente. Renzi sta cercando un punto d'incontro. Di certo, Sabatini può ringraziare Montegranaro: la Sutor ha infatti accettato di scambiare il suo turno di riposo con quello della Virtus (che avrebbe riposato alla quinta giornata, invece lo farà alla ottava), lasciando spazio ad un maggiore ottimismo in casa Virtus. Anche perché la Legabasket, in un comunicato diffuso a metà mattinata, parla di "ampia disponibilità evidenziata dai club di Serie A" e si dice "convinta che questa operazione possa essere di fondamentale importanza per una sempre maggiore diffusione del basket italiano".

Virtus in silenzio - Il club bolognese e il patron Sabatini, attraverso un comunicato apparso sul sito della società, hanno deciso che "di comune accordo con la controparte, non verrà più rilasciata alcuna dichiarazione fino all'epilogo positivo o negativo della trattativa". Intanto, però, le discussioni fra la Lega e i club contrari (di fatto, allo stato attuale, la sola Varese) proseguono frenetiche. Sabatini aspetta la schiarita definitiva e sa che Bryant, nel caso, già mercoledì potrebbe essere a Bologna. Italia sì o Italia no?

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