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13 ottobre 2011

Aspettando Bryant, la Virtus scrive a Obama

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Potrebbero essere ore decisive per l'arrivo di Kobe a Bologna. Intanto il presidente Sabatini invia una lettera alla Casa Bianca: "Ho spiegato che non sarebbe un fatto negativo se il giocatore venisse in Italia anche per quattro giorni". GUARDA IL VIDEO

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"Avevamo richiesto una risposta per questa notte, ci è arrivato un messaggio che ci rimanda a domani per una risposta definitiva, abbiamo chiesto di dirci almeno quale delle 4 proposte preferivano per prepararci al meglio e per mettere in moto la nostra macchina organizzativa". Ad affermarlo è il presidente della Virtus Bologna, Claudio Sabatini, intervistato da Sky Sport 24. La telenovela Bryant-Bologna continua, ma il numero 1 della Virtus non molla. "Non c'è irritazione, il problema non è solo quello del contratto con il giocatore, Bryant rappresenta un'immagine dell'America, attendiamo la risposta con la pazienza e la sensibilità che richiede il caso. Non si può parlare di ultimatum perché comprendiamo le problematiche - spiega Sabatini - c'è un po' di tensione perché se poi dobbiamo organizzare 4 eventi in 10 giorni, beh qualche problematica può sorgere".

L'attesa diventa stressante e allora, anche per ingannarla, Sabatini ha deciso di scrivere al presidente degli Stati Uniti, Barack Obama che ha dichiarato di avere il "cuore infranto per la serrata Nba". "Mi sono permesso di scrivergli approfittando della possibilità che dà il sito della 'Casa Bianca', ho cercato di spiegargli che non sarebbe un fatto negativo se Bryant venisse in Italia per quattro giorni, Kobe è un ambasciatore del basket statunitense e sarebbe anzi un messaggio molto positivo se venisse a Bologna. Mi sono permesso di illustrare il nostro progetto al presidente Obama".

"Non vorrei - spiega la sua iniziativa Sabatini - che la trattativa per l'arrivo di Bryant a Bologna diventasse un caso e un problema di immagine per l'America. Da parte nostra c'è la massima disponibilità, ho letto che il presidente degli Stati Uniti era contrario all'arrivo di Bryant e allora ho voluto chiarire che il nostro progetto non vuole essere quello di portare Bryant via dall'America. Non c'è nessuna sfida da parte nostra, per questo lo invito a studiare la mia proposta. Adesso mi aspetto una riposta anche da parte del presidente Obama, augurandomi che sia positiva".

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