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12 gennaio 2013

Basket, Petrucci nuovo presidente. Succede a Meneghin

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Gianni Petrucci nuovo presidente del basket (Getty)

L'ex numero uno del Coni succede a Dino Meneghin nella carica. Petrucci è stato eletto dalla 44.a assemblea generale della Fip con il 94,78% di voti.

Gianni Petrucci è il nuovo presidente della Federazione Italiana Pallacanestro. Ad eleggerlo con 5450 voti favorevoli su 5750, pari al 94,78% - è stata stamane la 44.a assemblea generale della Fip riunita all'Ergife Palace Hotel di Roma. Petrucci, oggi candidato unico e numero uno dello sport italiano negli ultimi 14 anni, aveva già guidato la Federbasket dal 1992 al 1999. Succede a Dino Meneghin.

"Ringrazio tutti per il sostegno, sono commosso: sono passati venti anni, ma ho ricevuto più voti dell'altra volta". Con queste parole Giovanni Petrucci ha espresso la propria soddisfazione per il ritorno alla guida della Federazione Italiana Pallacanestro dopo la parentesi 1992-99: "Il vostro cuore è rimasto lo stesso - ha dichiarato Petrucci rivolgendosi all'Assemblea -, ma la mia emozione è aumentata. Tornare non è facile, non sono un'aquila, ma mi impegnerò come sempre. Sarò il presidente di tutti: quando si ha la capacità di riconoscere i propri limiti, i risultati arrivano".

Meneghin: "E' stata un'esperienza bellissima e formativa" - E' un Dino Meneghin soddisfatto ma lucido , quello che lascia la Federbasket al neopresidente Gianni Petrucci. "Forse non sono stato il miglior presidente, ma rivendico l'onestà intellettuale e trasparenza con cui ho approcciato l'attività federale. Molto è stato fatto molto c'è da fare". "Mi ricordo ancora le parole con cui il presidente Petrucci mi ha chiesto di candidarmi a presidente federale - ha aggiunto Meneghin -: "hai avuto tantissimo dalla pallacanestro è ora che tu ridia qualcosa al movimento". A distanza di 5 anni sono ritornato in credito, in un paio di occasioni ho avuto la voglia di smettere. E' stata un'esperienza incredibile, bellissima, formativa, e che non mi aspettavo. Prima avevo vissuto soltanto il campo e non sapevo quanto lavoro ci fosse dietro". "Ciò che mi rammarica maggiormente; ha quindi rilevato Meneghin riferendosi alla sua presidenza - è la mancanza delle squadre nazionali ai Giochi di Londra, ma il lavoro fatto sta facendo i propri frutti, come dimostrano i punteggi record ottenuti nella qualificazione ai prossimi Europei, senza dimenticare i risultati conseguiti dalle nazionali giovanili".

L'altro suo rimpianto è "l'impossibilità di organizzare un grande evento in Italia, per la mancanza di un impianto di almeno 15mila posti", mentre gli ha dato fastidio che "quando c'era da votare la norma con cui le società erano obbligate a dare i giocatori alla nazionale, qualcuno si è permesso di votare contro. Una cosa inaccettabile, senza le nazionali tutto il nostro movimento perde forza". Infine Meneghin ha ammesso il suo più grande errore: "Aver permesso agli arbitri di eleggere direttamente il loro rappresentante; ha detto - Subito hanno iniziato a minacciare lo sciopero, le lotte intestine e quant'altro: grazie al lavoro del vice presidente Gaetano La Guardia ora il settore si è dato una calmata, che non pensino alle cariche ma pensino ad arbitrare che è ciò che la gente si aspetta".

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