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09 gennaio 2014

Corea del Nord, Rodman si scusa: "Avevo bevuto"

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Dopo aver definito "un caro amico" il leader nordcoreano Kim Jong-Un, dedicandogli un coro di buon compleanno , l'ex star Nba si è scusato con il connazionale Kenneth Bae, arrestato a Pyongyang nel 2012 e incriminato per atti ostili contro lo Stato

Dopo essersi esibito in un coro di buon compleanno in onore del dittatore nord-coreano Kim Jong-Un, suo "buon amico", Dennis Rodman ha chiesto scusa per le parole di accusa da lui stesso pronunciate nei confronti del connazionale Kenneth Bae, cittadino americano di origini coreane e missionario evangelico, arrestato a Pyongyang nel novembre 2012 per presunto proselitismo cristiano, incriminato per 'atti ostili contro lo Stato', e infine condannato lo scorso aprile a quindici anni di lavori forzati. "Voglio scusarmi", scrive l'ex star della Nba in un comunicato, citato dal network televisivo 'Cnn'. "Mi assumo la piena responsabilità di cio' che ho detto", prosegue il 52enne cestista, aggiungendo di aver parlato in quel modo perché aveva bevuto troppo dopo una giornata stressante.

In un'intervista rilasciata sempre alla 'Cnn', e condita con oscenità varie, l'eccentrico Rodman si era ben guardato dal denunciare la situazione dei diritti umani in Corea del Nord, di cui ha allenato eer qualche tempo la nazionale di basket, e se l'era invece presa con Bae, lasciando intendere che la colpa della sua detenzione era da ascrivere all'imputato piuttosto che alle autorità di Pyongyang: "Ma capite che cosa ha combinato in questo Paese?", aveva domandato polemicamente a un certo punto, suscitando in patria le ire dell'amministrazione e della sorella del condannato, Terri Chung. Al suo quarto viaggio a nord del 38mo parallelo in meno di un anno, l'ex ala grande dei Chicago Bulls aveva partecipato a una partita amichevole tra una selezione di vecchie glorie della Nba e la squadra locale dello Hwaebul, lasciando il parquet a metà gara per sedersi accanto a Kim e alla di lui moglie, fumando e ridendo. Alla fine è partito in elicottero per Masik, il complesso sciistico in costruzione dal nulla sulle montagne nord-coreane, autentico vanto del regime.

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