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27 novembre 2015

Il cuore non basta, l'Eurolega di Sassari finisce a Mosca

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La prima di Calvani alla guida del Banco di Sardegna coincide con l'uscita dei sardi dalla competizione europea: il CSKA si impone 93-87

di Pietro Colnago

Nella tana del CSKA, alla prima partita sulla panchina del nuovo coach Marco Calvani, Sassari lotta alla pari fino all'ultimo tiro ma poi è costretta a cedere per 93-87 rimanendo ancora senza vittorie nella sua avventura europea.

 

Comincia con un buon atteggiamento Sassari, per nulla intimorita dal talento degli avversari: c'è un Petway finalmente incisivo e concreto che mette in apprensione la difesa moscovita e quando accanto a lui si accendono anche Sacchetti e Eyenga la Dinamo arriva addirittura a +4, ci vuole tutto il talento di Teodosic per limitare i danni sulla prima sirena. La concretezza di Sassari continua anche nel secondo quarto: Logan da fuori e Petway da sotto tengono avanti gli ospiti fino a quando il solito Teodosic tira la prima spallata che vale una manciata di punti di vantaggio per il CSKA. I sardi ancora non ne vogliono sapere di mollare: Eyenga vola in cielo per il -2, ma ancora una volta il genio di Teodosic sulla sirena dell'intervallo permette ai russi di andare al riposo sul 50-45.

 

Lo stesso Teodosic continua nella ripresa il lavoro cominciato nel primo tempo: le sue invenzioni portano il CSKA al massimo vantaggio sul 61-53 e la Dinamo è costretta ad arrivare all'ultima pausa sotto di 12 punti. Negli ultimi dieci minuti Sassari non vuole lasciare niente di intentato:  Logan cerca di affrettare i tempi in attacco, il CSKA commette peccato di presunzione e la Dinamo entra nella volata finale in parità, grazie prima ad un salto insensato di Eyenga e poi ad una tripla di Haynes. A decidere il risultato è manco a dirlo Teodosic, che con il suo tiro pesante mette tre punti di distacco che Sassari non riesce più a recuperare, uscendo dal campo tra gli applausi ma senza vittoria.

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