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11 dicembre 2015

Milano fuori dall'Eurolega, non basta la vittoria contro il Cedevita

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Nella penultima giornata della regular season l'Olimpia, orfana di Gentile, batte la squadra di Zagabria per 85-82, ma non riesce a recuperare i 9 punti di svantaggio accumulati all'andata: ora è ufficialmente eliminata dall'Europa che conta

di Pietro Colnago

Nella bolgia del Drazen Petrvic Dome di Zagabria, nella partita più importante dell’anno per il suo futuro europeo, senza l’apporto di capitan Gentile, l’Olimpia si riscopre squadra di rango per 35 minuti. Ma non basta, perché pur battendo il Cedevita per 82-85, non riesce nell’impresa di recuperare i 9 punti di scarto dell’andata ed ora è ufficialmente fuori dall’Eurolega.

Alta intensità - La prima spallata alla partita è quella dell’EA7, che mette in condizione Mc Lean di essere un rebus irrisolvibile per la difesa dei croati: 10 punti in fila dell’americano di Repesa, ai quali si aggiungono le iniziative di Simon e Hummel per chiudere il primo quarto assolutamente in linea con l’operazione rimonta: 18-25. Nel secondo le maglie difensive del Cedevita si stringono, ma Milano non abbassa l’intensità: Hummel è preciso dalla distanza e nonostante un paio di iniziative di Pullen il +11, che vale la differenza canestri, per Milano arriva sul 23-34 con una penetrazione di Jenkins.

Canestri fondamentali - Il Cedevita barcolla e allora l’EA7 ne approfitta per mettere canestri fondamentali con Macvan per il +16 e per andare negli spogliatoi all’intervallo sul 31-45 e il destino europeo nelle proprie mani. Nella ripresa è il Cedevita a iniziare con più intensità, andando vicino a canestro con Arapovic. Milano risponde con la difesa e i canestri della sua panchina per rimanere ancora avanti nella differenza canestri, ma poi ecco puntuale il parziale avversario: 9-0 con Arapovic protagonista assoluto per tornare a -5 e l’EA7 deve ricominciare da capo la sua corsa verso il +10.

Impresa sfiorata - La battaglia si sposta sul perimetro: Hummel è in serata di grazia, Arapovic pure e alla sirena del terzo quarto ci sono 9 punti di vantaggio milanesi, l’esatto scarto inverso dell’andata. È come ricominciare una partita lunga solo 10 minuti : Hummel è l’uomo di Milano, Babic quello di Zagabria e il jolly del croato che vale il +6 milanese a un minuto e mezzo dalla sirena finale è quello decisivo, anche perché Milano segna l’unico canestro annullato misteriosamente dall’istant replay  e la schiacciata finale dello stesso Babic vale la vittoria di soli 3 punti, ma allo stesso tempo significa eliminazione dall’Eurolega.

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