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02 marzo 2017

David Hawkins e i controlli da Serie C

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Il tesseramento di Hawkins è stato bloccato dalla FIP, nonostante abbia già esordito con la Sustinente. Il quasi trentacinquenne ex Milano avrebbe l’unica colpa di essere molto più famoso di tanti altri in una situazione analoga

di Stefano Olivari

L’ex guardia di Roma, Siena e Milano, che nella provincia mantovana sta tentando il rientro dopo i quattro anni di squalifica per uso di cocaina, è il nome più noto della serie C italiana insieme a Marshall Henderson (che però gioca a Pavia in Gold, non in Silver come il Falco).

Un mondo difficile da inquadrare, la C, viste le differenze fra regione e regione, con la convivenza fra dilettanti da rimborso spese e professionisti a tutti gli effetti. La normativa italiana prevede che nelle categorie sotto alla serie B (dove non possono giocare stranieri a nessun titolo, altro paradosso del sistema) possano essere tesserati extracomunitari ma soltanto se in possesso di visto per motivi di studio o di lavoro. Non valgono insomma i visti turistici né tanto meno quelli sportivi, che riguarderebbero chi è professionista (A e A2) in maniera ufficiale. Non occorre essere grandi detective per scoprire che questi motivi di studio o di lavoro sono spesso inconsistenti e che in ogni caso poche di queste posizioni vengano verificate.

Il blocco del tesseramento di Hawkins è stato confermato dallo stesso Sustinente, che ha giustamente citato decine di altri casi in cui in C o in D extracomunitari giocano con il semplice visto turistico, in attesa di quello per studio o lavoro. Insomma, il quasi trentacinquenne Hawkins avrebbe l’unica colpa di essere molto più famoso di tanti altri in una situazione analoga.

La mossa della federazione avviene quindi fuori tempo massimo, con campionati già falsati e non certo per i 17 punti di Hawkins contro la Juvi Cremona (per la C Silver uno squadrone, infatti il Sustinente ha perso) ma per troppe situazioni di confine tollerate: non solo i visti turistici, ma colossali differenze di budget che tolgono senso alla competizione.

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