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04 luglio 2016

"Gol di Grosso!": 10 anni fa piangeva la Germania

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AMARCORD. Il 4 luglio 2006 l'Italia faceva festa: tedeschi beffati nella semifinale Mondiale con due gol segnati nei minuti finali dei tempi supplementari. Fabio Grosso diventa il simbolo di un'impresa

di Vanni Spinella

Al minuto 119 di Germania-Italia può anche essere che qualcuno l’abbia pensato: ora De Sciglio si accentra e calcia a giro sul palo più lontano, con Neuer che si distende senza arrivarci. Impossibile, dite? Eppure è più o meno quel che succedeva 10 anni fa. Ebbene sì: se oggi noi italiani ci ritroviamo ad asciugarci le lacrime del post-eliminazione, il 4 luglio del 2006 erano i tedeschi a piangere, beffati in un modo se possibile ancor più crudele che dal dischetto. A un minuto dai rigori.

 

Colpo Grosso - L’azione che portò al famoso gol di Grosso, praticamente il De Sciglio di allora per ruolo e faccia da bravo ragazzo, è ormai uno di quei “vine” calcistici che ogni appassionato manda in loop nella propria memoria quando ha voglia di godere un po’.

Calcio d’angolo di Del Piero, “palla tagliata, messa fuori, c’è Pirlo, Pirlo, Pirlo…” che trotterella al limite dell’area, fino a quel no-look che solo lui poteva vedere, il pallone sul piede di Grosso, il sinistro a giro che si infila nell’angolo più lontano mentre Lehmann si allunga senza speranze.

E poi quella corsa: libera, senza meta, scrollando la testa e facendo di no con il dito, perché in quel momento Fabio Grosso era il più incredulo di tutti, tra compagni che cercavano di placcarlo per far festa davanti alla Germania nuovamente alle prese con il tabù azzurro e le sue esultanze da copertina: Rivera inarcato all’indietro, l’urlo di Tardelli, la corsa di Grosso.

 

Staffetta perfetta - Giusto il tempo di riportare la palla a centrocampo e li stendiamo di nuovo, alla nostra maniera. Un contropiede perfetto in 4 mosse, così fluido nella sua dinamica da sembrare una staffetta: palla riconquistata da Cannavaro, affidata con umiltà al piede buono di Totti, lanciata per Gilardino e gestita fino all’arrivo di Del Piero. Dieci anni fa andava così: se proprio non riuscite a superare l'amarezza per il quarto di finale appena perso ai rigori, riguardatevi quelle immagini. Danno sollievo.

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