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04 luglio 2016

Euro con poco "rigore": se ne sbagliano troppi

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Il rigore di Zaza finito in curva a Bordeaux (Getty)

Quello francese è il peggior torneo per la realizzazione dagli 11 metri: la percentuale di gol è del 63,3%, la più bassa dall'Europeo del 1972. Allora fu segnato un calcio di rigore su due

La partita di sabato fra Italia e Germania è stato l'esempio di come non si devono tirare i calci di rigore, con sette tiri su 18 fra parati o sbagliati. Solo un'altra sfida dal dischetto è durata altrettanto e ancora una volta ne hanno fatto le spese gli azzurri, sconfitti 9-8 dalla Cecoslovacchia, nella finale per il terzo posto del 1980 disputata a Napoli (decisivo l'errore di Collovati): stesso numero di rigori, ma percentuale di trasformazione decisamente diversa. Fino a sabato, le probabilità di successo dagli 11 metri in Francia dopo i tempi supplementari erano state discrete e, a dire il vero, lo sono ancora (37 calciati, 28 trasformati, con una percentuale di trasformazione del 76%). Dopotutto, si parla di giocatori meno abituati a calciare i rigori, sia a livello di club che in Nazionale.
 

Non si può dire lo stesso per i rigori assegnati durante i tempi regolamentari: solo sette su 11 sono stati trasformati, mentre portieri (e i pali, loro amici più fidati) hanno avuto particolare successo. Con una percentuale di trasformazione del 63,3%, si tratta del peggior Europeo dal 1972: allora venne sbagliato un calcio di rigore su due.

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