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12 luglio 2016

'Lost in Translation': che show da Carlo al Trap

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Allenatori italiani all'estero? Lo spettacolo è assicurato tra campo e conferenze stampa (Foto Getty)

VIDEO. Come si approcciano gli allenatori italiani alle lingue straniere? Tra presentazioni comiche e strafalcioni memorabili i risultati sono imperdibili: Ancelotti è il poliglotta, Mazzarri e Sannino da ridere come Trapattoni

di Luca Cassia

In principio fu l’immenso Trapattoni a cimentarsi col tedesco, barriera linguistica che non gli ha risparmiato gaffe iscritte nella leggenda. Lezioni degne dei banchi di scuola quanto le ore d’inglese, esame implacabile per i tanti allenatori italiani nella terra di Sua Maestà: Ranieri venne apostrofato ‘Tinkerman’ fino all’impresa col Leicester, favola che Sannino insieme a Guidolin e Mazzarri non hanno ancora regalato pur entusiasmando davanti alle telecamere. In attesa del prossimo maestro in Premier League, l’ex ct Antonio Conte, ripercorriamo i primi passi dei nostri tecnici alle prese con linguaggi poco familiari. L’eccellenza resta Carlo Ancelotti, re d’Europa non solo per i titoli guadagnati sul campo.

Willkommen in München!
Entusiasmo e ringraziamenti di rito in tedesco, dizionario acquistato lo scorso inverno quando venne ufficializzato come nuovo allenatore del Bayern Monaco. Di Ancelotti apprezziamo le qualità da vincente in panchina nonché la passione verso culture e lingue differenti, un mix che lo rende un esempio da seguire.



"For me, it is not easy"

In realtà l’avventura estera di Carletto era iniziata nell’estate del 2009 a Stamford Bridge dopo i successi al Milan. Un margine troppo risicato per affrontare il vocabolario inglese: questo fu il suo primo esame nella lingua di Shakespeare, certo è che nell’arco della stagione manterrà la promessa di studiare e migliorare.



Ultimo tango a Parigi

Chiusa l’esperienza al Chelsea tra alti e bassi, Ancelotti raggiunse Parigi nel dicembre 2011 per una nuova grande sfida. Come a Londra venne apprezzato lo sforzo nel presentarsi nella lingua di casa: superati i convenevoli e garantendo un rapido apprendimento, Carlo schivò qualsiasi scivolone proseguendo in italiano.



Re Carlo di Spagna
Dopo uno scudetto sfumato per mano del Montpellier riscattato nella Ligue 1 successiva, Ancelotti si trasferì nella terza capitale europea in quattro anni. Davanti all’entusiasta platea del Real Madrid, il suo approccio con lo spagnolo non fu dei migliori: Carlo aggiunse qualche vocabolo francese e chiese l’aiuto dei presenti (entonces), tuttavia il risultato è indubbiamente positivo.



Elementare, Walter

Decisamente meno fortunato il debutto con la lingua inglese di Mazzarri, destinato all’avventura in Premier League alla guida del Watford. Nonostante l’esperienza in una famiglia di Manchester raggiunta un anno fa per studiare quotidianamente, il risultato è un flop alla Mr. Flanagan: scolastico, incerto e quantomeno rivedibile.



“Forza Watford… Evari”

Proprio il club londinese dei Pozzo, oltre a Mazzarri e Zola, venne allenato dall’italiano Beppe Sannino per otto mesi nel 2014. Ebbene le sue prime dichiarazioni in inglese fecero il giro del web rendendo l’intervista virale: tra difficoltà macroscopiche e il sostegno dell’interprete, questi due minuti sono degni di uno spettacolo comico.



L’inglese secondo Guidolin

Non andò meglio la presentazione a gennaio di Francesco Guidolin allo Swansea, club gallese tuttora allenato dal manager veneto. Se il suo battesimo in conferenza stampa venne garantito dalla rassicurante My English is not very well, la prima vittoria contro l’Everton confermò tutte le difficoltà tra la pronuncia e un lessico ancora precario.



Il Ringhio furioso

In questo caso non si tratta di una presentazione ufficiale e nemmeno in lingua greca, terra dove Malesani entusiasmò con il suo sfogo al Panathinaikos nel 2005. Il protagonista è piuttosto Gattuso all’Ofi Creta, club guidato meno di sei mesi: quanto basta per averci regalato questa perla inimitabile. I want my players play with balls è solo un assaggio.



Ranieri di Monaco

Se in Inghilterra lo derisero ai tempi del Chelsea, lo storico trionfo con il Leicester ha regalato stima ed applausi al manager romano. Il buon Claudio si fece apprezzare pure nel Principato per risultati e umorismo: davvero esilarante questo aneddoto italo-francese che coinvolgeva anche il connazionale Andrea Raggi, difensore biancorosso.



Quel gatto nel sacco

Leggendarie le esibizioni in tedesco di Trapattoni alla guida di Bayern Monaco e Salisburgo, ecco perché chiudiamo la nostra carrellata con il suo primo show da ct dell’Irlanda. Attenzione all’espressione dell’interprete, conscia delle parole del Trap destinate ai giornalisti presenti in sala: dite che avranno colto il messaggio?

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