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04 ottobre 2016

Alla scoperta dell'America: sempre più italiani

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L'ANTEPRIMA. Uno Speciale on the road del nostro Massimiliano Nebuloni in viaggio tra Stati Uniti e Canada: da New York a Vancouver a caccia dei campioni "di casa" che hanno scelto di scendere in campo oltreoceano

di Massimiliano Nebuloni

Qualità della vita. L’occasione di imparare o perfezionare la lingua. La fuga in un calcio destinato a esplodere. Far crescere i bambini in un ambiente migliore. E, soprattutto, zero stress. Sono le molle che spingono sempre più giocatori italiani a tentare l’avventura nella MLS (Major League Soccer), il massimo campionato di calcio per i club di Stati Uniti e Canada.

Pirlo e Donadel, Giovinco e Nocerino: li abbiamo incontrati – insieme a qualche altra vecchia conoscenza come Vieira e Kakà – per farci raccontare la loro avventura in Nord America, in un calcio in espansione e in un mondo dove molti giocatori vorrebbero trasferirsi. E’ ancora un calcio work in progress: secondo qualcuno, il campionato americano ricorda la Premier di qualche anno fa; secondo altri è una miniera d’oro ancora tutta da scoprire. Gli americani si stanno attrezzando e in cantiere ci sono tante idee.

Il movimento è ancora giovane - la MLS venne fondata nel 1993 sulla scia dell’organizzazione del mondiale negli States - ma aiutare il calcio a crescere anche laggiù è uno stimolo che, tra poco, porterà dall’altra parte dell’Oceano anche molti allenatori europei di prima fascia per fare scuola. In fondo, l’America (del calcio) è appena stata scoperta. 

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