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30 novembre 2016

Il terzo portiere si ritira: "Non è un caso"

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Il giorno dopo l'incidente che ha tolto la vita a 71 persone, il mondo si stringe attorno al club brasiliano della Chapecoense. Follman, amputata la gamba destra. Ruschel a rischio paralisi. Insufficienze del carburante o inadeguatezza dell'aereo, le ipotesi dello schianto. Il terzo portiere Nivaldo si ritira tra le lacrime: "Certe cose non succedono per caso"

Il giorno dopo lo schianto aereo che ha tolto la vita a 71 persone, tutto il mondo si stringe attorno alla Chapecoense, la squadra che viaggiava a bordo del volo diretto a Medellin per giocare contro l'Atletico Nacional, nella prima tappa della finale di Copa Sudamericana. Il Papa: "Una tragedia che ci ricorda Superga". Il Nacional scenderà in campo con il logo della Chapecoense sulla maglia.

L'urlo del pilota: "Siamo senza carburante" - Non c’è ancora alcuna spiegazione ufficiale delle autorità aeronautiche di Bogotà sulla causa dell'incidente aereo. L'insufficienza del carburante guida la lista delle ipotesi seguite nell'inchiesta. Un'altra ipotesi è che l'aereo non fosse adatto a volare su una rotta così lunga, quasi 3mila chilometri. Intanto nuove rivelazioni rilanciate dai media colombiani rafforzano le prime, inquietanti ipotesi sulla sciagura: l'aereo con a bordo la squadra di calcio brasiliana sarebbe precipitato per mancanza di carburante. La registrazione di una conversazione tra il pilota del volo LaMia 2933 con a bordo giocatori, tecnici e dirigenti della  squadra e la torre di controllo dell'aeroporto di Medellin dimostrerebbe che a far schiantare l'aereo contro la montagna non è stata un'avaria elettrica ma la mancanza di carburante nei serbatoi.

"Signorina, Lima May India è in avaria totale, avaria elettrica totale, senza carburante", sono le parole pronunciate da quello che la stampa colombiana indica come il comandante Miguel Quiroga. Il controllore di volo, dopo aver informato che la pista "è libera e operativa" e che i vigili del fuoco sono "avvisati", chiede la posizione e l'altezza dell'aereo ma non ottiene risposta. Solo un lungo silenzio.

Veglia funebre allo stadio - Migliaia di tifosi si sono intanto radunati oggi nell'Arena Condà, lo stadio di Chapecò, per una veglia funebre in ricordo delle 71 vittime. Il vice presidente della Chapecoense, Ivan Tozzo, che si è trovato a capo della società dopo la morte del presidente Sandro Pallaoro, ha offerto lo stadio per commemorare i funerali delle vittime brasiliane, che dovrebbero far ritorno in patria venerdì a bordo di aerei dell'aeronautica militare.

"I corpi dovrebbero rientrare venerdì, al massimo sabato. Poi si decideranno le scelte logistiche", ha detto il presidente del parlamento di Santa Catarina, Gelson Merisio, che doveva trovarsi a bordo del volo della morte assieme al sindaco Luciano Buligon e che invece all'ultimo minuto hanno deciso di prendere un volo successivo. Buligon ha decretato il lutto cittadino di un mese ed ha assicurato sostegno ai familiari delle vittime e dei feriti, le cui condizioni sono ancora gravi.

Le condizioni dei sopravvissuti - Il giorno dopo il disastro, i medici fanno di tutto per prestare soccorso ai sei sopravvissuti allo schianto. Tre sono i giocatori della Chapecoense: il difensore Alan Ruschel, che ha subito lesioni spinali, il difensore Helio Zampier Neto, che ha lesioni al cranio e al torace, e il portiere Jakson Follman, a cui è stata amputata la gamba destra. Le altre tre persone ancora in vita sono due membri dell'equipaggio, Ximena Suarez e Erwin Tumiri, e il giornalista Rafael Valmorbida. Il sindaco di Chapeco e il figlio del manager della squadra sono tra le quattro persone che erano nella lista dei passeggeri, ma che alla fine non si sono imbarcati.

"Certe cose non succedono per caso" - Intanto il terzo portiere Nivaldo (42 anni), ha comunicato la decisione di abbandonare il calcio tra le lacrime.

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