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03 dicembre 2016

L'addio agli eroi della Chape: "Eterni campioni"

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I tifosi della Chape hanno portato l'ultimo saluto ai calciatori scomparsi nella tragedia aerea in Colombia. Presente anche il presidente della Fifa, Gianni Infantino: "Oggi siamo tutti brasiliani"

di Lia Capizzi

Piove, piove forte quando i due Hercules C-130 della Forca Aerea Brasileira riportano a casa i corpi delle vittime. "O campeao voltou", il coro che si alza: i campioni sono tornati. E' dell'attaccante Thiaguinho la prima delle 50 bare che tocca il suolo di casa per ricevere subito gli onori militari dell'esercito e una carezza dal presidente del Brasile Michel Tèmer, per una volta non subissato da fischi e polemiche.

L'abbraccio dei tifosi - Una parata sulla pista dell'aeroporto per 50 delle 71 vittime della tragedia. Sono 19 giocatori più l'allenatore Cajo Junior, 24 dirigenti e funzionari della Chapechoense e 6 giornalisti. Per il tragitto fino allo stadio sono stati predisposti camion scoperti con le bare ben visibili perché tutti lungo la strada le possano salutare. Nell'attesa, dentro l'Arena Conda, c'è la madre del portiere Danilo, Donna Alàide, che saluta e abbraccia i tifosi come faceva il figlio dopo una parata.

Il sogno spezzato - Erano partiti con il sogno di conquistare il Sud America e hanno conquistato tutto il Mondo. Lo stadio è piccolo, capienza di 20mila persone, solo le famiglie e le autorità possono accedere al prato che è completamente inzaccherato di fango. "Hai visto, anche il cielo sta piangendo!", la frase che corre di bocca in bocca. L'ultimo giro di campo e poi le bare vengono riconsegnate alle famiglie, mentre a Rio de Janeiro altre 2 vittime, due giornalisti di Globo, ricevono l'ultimo saluto nella sede del Botafogo.

La veglia collettiva - Una veglia collettiva, un funerale laico, che dura quasi 3 ore, con una tristezza che non passa. Parole alternate a lacrime, il messaggio di coraggio di Papa Francesco tramite Jose Mari Odecir, vescovo della diocesi di Chapeco. Il ringraziamento all'Atletico National, il club colombiano doveva essere avversario e invece è diventato amico, quasi fratello. "Eterni campioni" li chiama il presidente della Fifa Gianni Infantino accompagnato da Boban, Puyol e Seedorf: "Hoy todos somos brasileños, todos somos chapecoenses". Non piove più, quasi anche il cielo volesse amplificare l'ultimo coro. Per una intera squadra che non c'è più, per giornalisti senza più voce, per i sopravvissuti che lottano in ospedale. Un coro diventato pure nostro: "Vamos Vamos Chapè".

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