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14 dicembre 2016

Storico Kashima, primo rigore assegnato con la Var

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Nella semifinale del Mondiale per Club di Osaka tra il Kashima e Atletico Nacional, l'episodio che farà storia. L'arbitro ungherese Kassai ha assegnato un penalty dopo essere stato richiamato dal suo video assistente. E' la prima volta che accade. I giapponesi, hanno poi piegato 3-0 i vincitori della Libertadores

di Lorenzo Fontani

La certezza per ora è una: se fosse successo durante Juventus-Roma si sarebbe discusso, anzi litigato, per anni. La VAR, video assistenza per gli arbitri, ha avuto il suo battesimo del fuoco, ma per non scottarsi bisognerà maneggiarla con cura. I fatti: al 29' della semifinale del mondiale per club tra Kashima Antlers e Atletico Nacional l'arbitro ungherese Kassai non è intervenuto su una caduta nell'area sudamericana dell'attaccante giapponese Daigo. Il gioco è andato avanti per 45", poi alla prima interruzione anche la storia del calcio si è fermata per aprire una nuova pagina. Nel frattempo infatti Dannie Makkelie, collega di Kassai appostato nella regia Var, ha visto rivisto, valutato e richiamato l'attenzione del socio in campo. Sono passati altri 30" perché Kassai decidesse di andare a guardare di persona il monitor a bordo campo e prendesse la decisione che solo lui - va ricordato - può prendere: calcio di rigore per il Kashima e giallo per il difensore dell'Atletico Barrio.

Qualche comprensibile protesta dei colombiani e poi il rigore trasformato dai giapponesi, che poi avrebbero vinto per 3-0. Tutto perfetto, test superato, ha sentenziato rapidamente la Fifa celebrando l'evento, ma c'è un però. Il protocollo VAR prevede come prima regola la revisione solo degli errori chiari. Qui, ammesso che il fallo in sé lo sia, lascia qualche dubbio il comportamento dell'attaccante giapponese. Sulla punizione battuta dal compagno infatti Daigo parte da posizione di fuorigioco e va a fare una sorta di blocco sul difensore avversario. Il pallone è ancora lontano e poi cadrà non vicino ai due, ma sulla punibilità dell'attaccante si potrebbe comunque discutere, visto il disturbo sull'avversario. In cabina il Var ha visto e giudicato anche quello, e optato per la non punibilità: scelta che si può condividere. Più difficile invece parlare di chiaro errore.

Se i test servono proprio per migliorare lo strumento, sarà bene analizzare a fondo l'accaduto, e magari prevedere che come Var non ci siano solo arbitri ma anche assistenti - guardalinee se preferite - più avvezzi a giudicare casi simili. Intanto in Juventus-Roma Orsato, cui toccherà il big match di sabato, dovrà fare senza aiuti. Ma almeno per ora non è detto che sia un male.



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