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18 dicembre 2016

Chape, Ruschel: "Salvo perché ho cambiato posto"

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Il difensore sopravvissuto allo schianto aereo di Medellin rivela: "Il direttore Cadu mi ha chiesto di cambiar posto, e di lasciarlo a un giornalista. Sono vivo per miracolo". Poi promette: "In sei mesi voglio tornare a giocare" 

"Farò di tutto per tornare a giocare, con molta pazienza. Ma lo farò per regalare una gioia ai medici, alle persone qui presenti". Il laterale 27enne della Chapecoense Alan Ruschel, sopravvissuto al disastro aereo di Medellin, ha già fissato il suo obiettivo: tornare in campo entro sei mesi. L’ha promesso in un’emozionante conferenza stampa, la prima dopo l’incidente in cui hanno perso la vita 71 persone, tra cui molti suoi compagni di squadra della Chapecoense.

Sei mesi per recuperare - "Non ho parole per spiegare cosa sto provando. E’ un miscuglio di sentimenti, una gioia grande per poter essere qui di nuovo, seduto qui. Ma allo stesso tempo un lutto per aver perso, molti amici". Dei sei mesi previsti, "uno è già passato". Ruschel ne prevede poi tre per la calcificazione della colonna vertebrale, due per rafforzare la muscolatura.

La casualità - Il terzino ha poi rivelato un particolare inquietante. "Quando arrivammo a Santa Cruz della Serra, prima di salire sull’aereo, Cadu (dirigente della Chapecoense, deceduto) mi ha chiesto di sedermi più avanti. Voleva lasciare il mio posto a un giornalista. In un primo momento - ha poi aggiunto - non volevo muovermi, poi però Follman ha insistito perché mi sedessi accanto a lui. Allora ho lasciato il mio posto e sono andato. Questa è la parte che ricordo: poi, ricordo mia moglie Marina che mi parlava in ospedale", ha concluso Ruschel, in una delle conferenze più emozionanti della storia del calcio.
 

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