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04 novembre 2016

Pato: "Quando Ronaldo al Milan mi mostrò Playboy"

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L'attaccante del Villarreal rivelando un retroscena sul suo arrivo nello spogliatoio rossonero: "Il Fenomeno mi chiese se volevo entrare nel suo gruppo, facendomi vedere una rivista, oppure in quello di Kakà che mi avrebbe mostrato un po' di cose di chiesa"

"Quando sono arrivato al Milan ho incontrato tanti giocatori fortissimi. In spogliatoio ero seduto tra Maldini e Ronaldo e di fronte avevo Kakà. Uno dei primi giorni ricordo che Ronaldo mi chiese se volessi entrare nel suo gruppo, facendomi vedere un giornale di Playboy, oppure nel gruppo di Kakà che aveva un po' di cose di chiesa in spogliatoio". E' il retroscena rivelato da Alexandre Pato in un’intervista realizzata per lo speciale "La rivincita di Pato", a cura di Davide Bernardi, in onda venerdì 4 novembre alle 22:30 su Fox Sports.

Il Milan - L’attaccante brasiliano ha anche parlato del momento della sua ex squadra: "Il Milan sta cambiando tante cose e la squadra si sta mettendo a posto. Loro vogliono giocare solo con italiani ma sono sicuro che il Milan tornerà ad essere quello di sempre anche se oggi in Italia conosciamo la forza della Juve. Il Milan ha dei grandi giocatori, guardo sempre le partite, il prossimo anno giocherà in Europa", ha aggiunto.

Il rapporto con Berlusconi - Inevitabile parlare poi del rapporto con l’ex presidente: "Con me è sempre stato lo stesso. E' stato un gentleman e mi ha trattato sempre tanto bene, anche quando sono andato da lui per chiedergli di tornare in Brasile e all'inizio non voleva lasciarmi andare. Però alla fine ci siamo trovati d'accordo e ha capito anche grazie al dottor Galliani che la cosa giusta era lasciarmi partire. Li ringrazio entrambi. Il rapporto con loro è sempre stato dei migliori".

Il Milan senza Berlusconi - "Ho conosciuto il Milan quando c'era Berlusconi e sono andato via quando c'era Berlusconi. E' diverso il Milan senza di lui ma l'immagine del Milan sarà sempre Berlusconi", prosegue il Papero che con la maglia rossonera ha giocato dal 2007 al 2013. Al suo arrivo a Milano quando aveva 17 anni, sulla panchina c’era Ancelotti: "Se non fosse stato per lui non sarei andato al Milan. Mi piacerebbe incontrarlo di nuovo. Ancelotti è stato importantissimo per quello che sono diventato nel mondo del calcio oggi ed è un esempio di persona. Quando ero al Milan ero piccolino ed è stato come un papà per me. Il primo giorno mi disse di fare quello che sapevo fare, ovvero giocare a calcio".

I ricordi - Il suo acquisto da parte del Milan: "Dopo il mondiale per Club che vinsi si sono susseguiti i nomi di squadre importati intorno al mio nome ma quando è arrivato il Milan ci ho pensato tanto perché c'erano tanti giocatori con i quali volevo giocare, avevano vinto la Champions e ho deciso anche con i miei genitori, con la mia famiglia. Dissi loro che volevo andare al Milan", spiega Pato che conclude parlando della sua avventura al Villarreal: "Mi sto trovando molto bene. Dopo un'esperienza in Brasile tornare in Europa era il mio sogno. Mi sento come quando sono arrivato al Milan".

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