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17 agosto 2016

Conte: "Questo Chelsea come la mia prima Juve"

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Antonio Conte ha già stabilito un buon feeling con i tifosi di Stamford Bridge (Getty)

Dopo il buon esordio in Premier League, l'ex ct dell'Italia parla di questo primo periodo ai Blues: "Dopo una brutta stagione è normale che la fiducia dei giocatori e dei tifosi sia bassa, ma c'è solo una cosa che possiamo fare per cambiare le cose: lavorare duro"

Il Chelsea come la sua prima Juventus, reduce da stagioni difficili e assetata di vittorie. In un'intervista al magazine ufficiale del club londinese, Antonio Conte propone il parallelismo che fa sognare i tifosi dei Blues: "Quando sono arrivato io la Juventus non vinceva da molti molti anni, e l'inizio non è stato semplice - ricorda Conte -. Lo ricordo perché la fiducia era bassa e i giocatori non credevano in loro stessi. E' importante lavorare in situazioni come quella, e io ricordo di aver lavorato molto duro. Possiamo dire che ci troviamo un po' nella stessa situazione, no?".

Il Chelsea è reduce da un decimo posto che brucia: "Dopo una brutta stagione è normale che la fiducia sia bassa e che i tifosi non siano felici - sottolinea Conte -. Ma c'è solo una parola da seguire e questa è lavorare, lavorare molto duro. Se stiamo insieme, nelle cattive e nelle buone situazioni, molto presto torneremo a lottare per il titolo. Non è facile, ma dobbiamo provarci e dobbiamo trovare le giuste motivazioni, il giusto spirito". Conte si dice "eccitato da questa nuova avventura, per me è anche la prima esperienza in un altro Paese, in un altro campionato. So che questo torneo è molto difficile, il più difficile al mondo, perché ci sono sei, sette o otto club che possono vincere e ogni partita è molto dura. Dovremo giocare contro grandi team, lottare contro grandi manager e amo l'atmosfera attorno al calcio inglese".

Facendo un passo indietro, Conte sostiene di avere avuto nel corso della sua carriera "tecnici molto importanti. Ho avuto la fortuna di essere allenato da Trapattoni, Sacchi, Ancelotti, Zoff e Lippi. E non dimentico Fascetti, che mi ha dato la possibilità di debuttare a 16 anni nel Lecce, la mia prima squadra in serie A, dove ho anche giocato con Mazzone. Grandi allenatori, da cui ho cercato di trarre il meglio". 

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