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12 gennaio 2017

City, grane con l'antidoping: accuse dalla Fa

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Guardiola - Manchester City

Pep Guardiola (getty)

La Football Association ha aperto un'inchiesta contro i Citizens: non avrebbe rispettato per tre volte una regola che obbliga i club a comunicare ogni variazione che possa avere conseguenze sulla possibilità di effettuare i controlli antidoping. Il club avrà tempo fino al 19 gennaio per difendersi

Cattive notizie per Pep Guardiola e il City. Questa volta, però, non dal campo di gioco. La Federazione inglese ha infatti aperto ufficialmente un’inchiesta sul presunto comportamento "elusivo" da parte del club di Manchester in fatto di controlli antidoping, in quanto - come comunicato dalla FA - sarebbe la terza volta in un anno che il club infrange la cosiddetta ‘Rule14’.

Il caso - Una regola chiara, la Rule14, per la quale le società di calcio sono obbligate a comunicare ogni variazione che possa influire sulla possibilità di effettuare i controlli antidoping, anche a sorpresa. Come, per esempio, luoghi e orari degli allenamenti, oppure cambi d’indirizzo dei giocatori (anche momentanei). Norma che il City, come detto, ha infranto per ben tre volte negli ultimi 12 mesi.

Difesa - Una grana per il club, dunque, che ora potrà difendersi presentando una risposta che giustifichi il comportamento scorretto entro il 19 gennaio. Insieme agli Sky Blues, sotto accusa c’è anche il Fleetwood Town, squadra che occupa il sesto posto in classifica in Ligue One inglese. Se la FA riterrà non soddisfacente la difesa, potrà proseguire nelle indagini. Al momento, comunque, non risulta che ci siano giocatori che abbiano mai mancato l'appuntamento con i controlli antidoping.

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