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14 marzo 2017

L'orgoglio di Mou: "Al Chelsea sono ancora il n.1"

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Uscito sconfitto per la seconda volta in stagione da Stamford Bridge, l’allenatore portoghese ha risposto ai tifosi che lo provocavano e che non hanno mostrato gratitudine per le vittorie ottenute nella sua esperienza in Blues: "Finché un allenatore qui non vincerà quattro Premier io rimarrò il migliore"

Altro ko - Dopo la pesante sconfitta subita in campionato, José Mourinho è uscito ancora una volta sconfitto da quella che per anni è stata la sua casa. A Stamford Bridge la sfida tra il suo Manchester United e il Chelsea di Antonio Conte è finita 1-0 per i Blues, che hanno così raggiunto la semifinale di FA Cup eliminando i Red Devils. Serata difficile per la squadra dell’allenatore portoghese, che prima è stata costretta a giocare in inferiorità numerica per circa un’ora, poi ha registrato qualche scintilla in panchina tra lo stesso tecnico e il collega italiano, poi ha subito il gol di Kanté che ha deciso l’incontro. Inoltre, Mou ha dovuto sentire qualche coro poco piacevole nei suoi confronti dalle tribune: a chi gli cantava "Non sei più lo Special One" o addirittura lo chiamava "Giuda" l’allenatore ha risposto mostrando tre dita della mano, a indicare il numero dei titoli di Premier League vinti quando sedeva sulla panchina del Chelsea.

"Giuda è il numero uno..." -
E il concetto è stato poi ribadito anche nel post partita: "Finché nessun altro vincerà tutti i titoli che io ho vinto al Chelsea, io qui rimarrò il numero uno. I tifosi dei Blues possono chiamarmi come vogliono ma fino a quando non avranno un manager capace di vincere quattro volte la Premier il numero uno sono io: Giuda è il numero uno". Chiaro e diretto come sempre. Mourinho ha poi anche parlato dell’ingiusta (a suo giudizio) espulsione di Herrera e del fatto che la gara sia stata condizionata. Non è invece tornato sull’episodio dell’espulsione, invece, Antonio Conte; nel post gara l’italiano ha cercato di non alimentare polemiche, analizzando così la serata della sua squadra: "Per me conta solo quello che fanno i miei giocatori in campo; quel che accade fuori è relativo, a volte fa addirittura sorridere".

Le parole di Conte - "Per 20-25 minuti di partita - ha poi sottolineato il tecnico italiano - Hazard non ha praticamente potuto giocare visti tutti i falli che stava ricevendo: questo tipo di tattiche, per me, non sono calcio". Proprio un intervento di Herrera su Hazard aveva convinto il direttore di gara a estrarre il secondo giallo per il giocatore dello United in pochi minuti; Mourinho, a sua volta, aveva protestato poi per la mancata sanzione ai danni di Cahill dopo un fallo su Rashford ma nonostante le scintille e i tentativi dei Red Devils di sistemare le cose, il Manchester non è poi riuscito a recuperare lo svantaggio e ha così chiuso la sua avventura in FA Cup. Passa il Chelsea, che in semifinale affronterà il Tottenham.

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