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12 luglio 2016

Spalletti: "Non è l'ultimo anno di Totti"

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Per l'allenatore giallorosso il capitano della Roma non smetterà di giocare a fine stagione. Perso Pjanic, non perde il sorriso ed è pronto ad accogliere il nuovo acquisto Juan Jesus: "Giocatore di prima qualità"

"Totti smette? Lo volete voi" - "Non sono d'accordo con chi ha cominciato a scrivere che questo è il suo ultimo anno. Lo ha detto la società? Per quanto mi riguarda, Totti deve avere la possibilità di continuare a giocare. Lo volete fare smettere voi giornalisti. Per me non smette. Come lui non c'è nessuno, se ha ancora le caratteristiche per aiutare la Roma Totti gioca". Così Luciano Spalletti nella prima conferenza stampa di stagione della Roma dal ritiro di Pinzolo sul capitano dei giallorossi.


Spalletti sul mercato giallorosso -
L'allenatore toscano parla anche di mercato: "Alla Roma vogliamo solo giocatori di prima qualità. Pjanic mi ha chiamato la sera prima di trasferirsi a Torino. E' stata brava la Juventus nel riuscire a prendere un calciatore in grado di fare la differenza. Anche noi stiamo facendo il nostro mercato: Alisson ha grande forza e personalità, mentre voglio vedere le qualità di Iturbe, son ben predisposto verso di lui. Poi Mario Rui può sostituire un giocatore importante come Digne perché ha grande carattere. Juan Jesus è un difensore di qualità. Dzeko? Vuole far parte della squadra e se mantiene queste intenzioni per me sarà lui il centravanti della Roma. Nacho? Stiamo parlando. Noi abbiamo bisogno minimo di due difensori: un centrale e uno un po' più largo. Quindi dobbiamo anche prendere un calciatore che possa fare il centrale e il terzino con caratteristiche diverse da Florenzi".


"Bisogna puntare al massimo" -
Per Spalletti questo è un anno importante per la Roma: "Come l'anno scorso non ci sono scusanti, dobbiamo puntare al massimo e competere con tutte le altre squadre, non solo la Juventus, che ha vinto gli ultimi tornei, ha molti soldi e ha un cervello forte. La nostra intenzione è di giocare sia con la difesa a quattro che con la difesa a tre, la squadra deve essere pronta al cambiamento. Per fare una buona squadra ci vuole più di un leader e Strootman è uno di questi: è uno forte, molto forte".

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