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06 giugno 2017

Torino piazza San Carlo news, Kelvin migliora: è sveglio e cosciente

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Il bambino di 7 anni ferito sabato sera dalla calca generata nel corso della proiezione su maxischermo della Finale di Champions League, migliora. Dopo il risveglio dal coma farmacologico, i medici del Regina Margherita lo hanno estubato. Condizioni ancora gravi ma stabili per le donne di 26 e 63 anni. Il sospettato, scagionato: "Mi hanno dipinto come un mostro, ma cercavo di calmare la folla" 

Migliorano ancora le condizioni di Kelvin, il bambino di 7 anni ferito sabato sera in piazza San
Carlo dal panico creato nel corso della proiezione su maxischermo della finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid, che ha causato il ferimento di 1527 persone. Dopo il risveglio dal coma farmacologico, i medici del Regina Margherita lo hanno estubato. Il piccolo paziente è sveglio e cosciente, riferiscono fonti sanitarie all’Ansa, e respira da solo. Resta a scopo precauzionale la prognosi riservata; nei prossimi giorni, se continuerà a migliorare, uscirà dalla Rianimazione per essere ricoverato in un reparto di degenza.

Stabili le condizioni delle due donne

Rimangono gravi, ma le loro condizioni si sono stabilizzate, le due donne di 26 e 63 anni ricoverate all' ospedale Molinette di Torino. La più giovane, ricoverata nella Rianimazione universitaria, resta intubata e in coma farmacologico per il trauma toracico riportato nella calca di piazza San Carlo. La donna di 63 anni è ricoverata nella Rianimazione ospedaliera, anche lei in prognosi riservata e intubata per trauma toracico da schiacciamento.

Il sospettato: "Dipinto come un mostro"

"Ho sollevato le braccia per cercare di calmare la folla. Volevo far capire che non c'era alcun pericolo, che bisognava stare tranquilli. Ma hanno fatto di me un capro espiatorio. Quelle immagini mostrate in tv e sui siti mi si sono ritorte contro", l’ha detto - a La Stampa - il giovane con lo zainetto indicato come sospettato di aver creato il panico a Torino, di cui il quotidiano fa anche il nome, Davide Buraschi, 23 anni. "Mi hanno tenuto in questura per ore. Ho spiegato tutto quello che avevo visto e che ho fatto. E' stato terribile. I media hanno fatto di me un mostro, un sobillatore. Hanno cercato di scaricare su di me la colpa di quei mille e 500 feriti", afferma.

La sua ricostruzione

"Eravamo sul 3 a 1. La delusione era tanta. A un certo punto ho sentito un forte odore. Forse uno spray al peperoncino spruzzato incautamente, forse una fiala puzzolente di quelle che di solito si usano per gli scherzi di carnevale. Non lo so. So solo che intorno a me si è creato un vuoto. Io sono rimasto al centro. Isolato". Spiega anche che Sharon, la sua fidanzata, "ha avuto un attacco d'asma per quell'odore nauseabondo che si è sprigionato in quel punto della piazza". Ora si è rivolto a un avvocato: "Voglio capire cosa sia successo. Mi dispiace per tutte quelle persone ferite, ma non è stata colpa mia. Adesso devono trovare i veri responsabili".
Intervistato anche dal Messaggero, ribadisce che in questura "mi hanno ascoltato esclusivamente come persona informata sui fatti, niente di più. Semmai sono un testimone". Non ha lanciato petardi o qualcosa di simile? "Assolutamente no - dice -. Non lo avrei mai fatto. Ho la coscienza a posto. Lo si vede anche nei filmati che non ho gettato niente".

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