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07 maggio 2010

Nuova Zelanda all'attacco, Herbert : vogliamo il primo punto

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Ct a doppio servizio. Ricki Herbert guida la Nuova Zelanda dal 25 febbraio 2005. Ma è anche allenatore del Wellington Phoenix

Per il ct degli All Whites sarà il secondo Mondiale, il primo sulla panchina, dopo quello da giocatore nel 1982: "Anche se in teoria siamo la squadra più debole del nostro girone non aspettatevi una Nuova Zelanda che giochi prevalentemente in difesa"

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"Al Mondiale in Sudafrica non aspettatevi una Nuova Zelanda che giochi prevalentemente in difesa, anche se in teoria siamo la squadra più debole del nostro girone". A dirlo è il ct degli 'All Whites' Ricki Herbert, che dopo aver partecipato da calciatore all'unico Mondiale (quello di Spagna 1982) giocato finora dai neozelandesi ora si accinge a ripetere l'esperienza indossando però i panni del tecnico.

"Abbiamo una precisa priorità - ha spiegato Herbert - che è quella di portare a casa il primo punto mondiale della nostra storia. Se ci presenteremo al completo, ovvero con tutti i giocatori migliori, sono convinto che potremo fare la nostra parte, e assumere anche un atteggiamento spavaldo. Non ci metteremo tutti dietro a difenderci e basta, anche se sono consapevole che le nostre tre avversarie (Italia, Slovacchia e Paraguay, ndr) ci metteranno sotto pressione per lunghi periodi. Ma il nostro approccio non sarà difensivistico".

Herbert ha poi confidato di aver "già scelto 19 dei 23 convocati per il Mondiale". In attacco ha spiegato di contare in particolare sulla vena dei due naturalizzati Tommy Smith e Winston Reid, che per giocare nella Nuova Zelanda hanno rinunciato alla nazionalità calcistica inglese per il primo e danese per il secondo. "Il loro arrivo ci ha dato una dimensione diversa - ha spiegato il ct degli 'All Whites' - ed è anche per questo che dico che saremo spavaldi".

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