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16 maggio 2010

Marco Nosotti

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Sempre nella mischia. Marco Nosotti in Sudafrica seguirà gli Azzurri di Marcello Lippi

Ciao sono il Noso e… sono fortunato! Sì perché parlo di sport in tv, a SKY, e mi pagano pure. Racconto di calcio e pallavolo, principalmente, le mie due passioni di sempre. Dai campionati nazionali alle Olimpiadi o, come in questo caso, ai Mondiali in Sudafrica. Il calcio, che dalle mie parti (Modena e dintorni) si chiama rigorosamente “il Futbal”, l’ho conosciuto all’oratorio e coltivato fino alle soglie del professionismo (Sassuolo), quindi giustamente abbandonato: ”Tu sei un portiere del Giovedì - diceva il compianto Nardino Previdi, esperto e navigato dirigente, Roma e Federazione italiana far le altre - bravissimo fino a metà settimana, peccato però che si giochi la domenica!”. 

E poi la pallavolo, ricordate Panini ed Edilcuoghi? Sì? Allora siete già vecchi! Sottorete non ci ho giocato, ma ho allenato a lungo, soprattutto i giovani, ai quali, credo, si debbano dedicare le migliori energie non solo di una società sportiva ma quelle del mondo degli adulti in generale. Calcio e pallavolo, due discipline che in questi ultimi 20 anni ho attraversato, prima a Tele+ poi a SKY, come telecronista, conduttore e bordocampista.

Ecco quella dell’inviato a bordo campo, vissuta a suo tempo insieme a “pionieri” come De Grandis o Ferrari, è una delle esperienze professionali di cui vado maggiormente fiero: da quella posizione, a fianco cioè delle panchine di serie A e serie B, ho goduto per anni di una posizione privilegiata, condiviso le emozioni dei protagonisti del campionato più intrigante del mondo, con la sensazione di partecipare ad un evento storico o quasi come credo sia stato l’avvento della pay-tv all’inizio degli anni 90. Ho gioito per un bel gol, una uscita bassa del portiere, un recupero difensivo impossibile. Mi sono spinto nel mezzo di una festa scudetto, di una invasione di campo, piazzandomi nel mezzo dei festeggiamenti, sotto la doccia o dentro una piscina, per una promozione o una finale raggiunta. E tutto solo per raccontare meglio cosa succedeva fuori e dentro la testa , il cuore e la pancia dei protagonisti.

Ho visto e raccontato di feste e delusioni (ad esempio il diluvio di Perugia, la finale di Istanbul) sempre lì, sempre nel mezzo, nel rispetto del racconto e dei protagonisti dell’evento: quelli in campo e quelli a casa davanti allo schermo. Ed ora eccomi qui, dopo il Mondiale del 2006 vissuto macinando chilometri su e giù per la Germania, sono pronto per il Sudafrica. Noi, di SKY, siamo pronti, belli carichi, e… abbiamo “fame”, come credo gli Azzurri che avrò l’onore di seguire affiancando i signori inviati quali De Grandis, Alciato e Baldaccini. Ci si vede… Noso.

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