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26 maggio 2010

"Celo, celo, manca": 1800 album per una passione Mondiale

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Gianni Bellini, 46 anni, è uno dei principali collezionisti europei di figurine calcistiche

Gianni Bellini è uno dei principali collezionisti europei di figurine: possiede raccolte che provengono da tutti gli angoli del pianeta, in mostra sino al 2 giugno a San Felice sul Panaro. Con refusi cult. GUARDA LA FOTOGALLERY

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di Lorenzo Longhi

“Celo, celo, manca” è il mantra classico del collezionista di figurine. Anzi, delle figu, per chiamarle con il loro nome di battaglia. E se gli appassionati si scambiano le figu, appunto, i professionisti fanno di più: si scambiano direttamente gli album. Gianni Bellini è uno di questi: 46 anni, modenese di San Felice sul Panaro, è uno dei principali collezionisti europei di figurine calcistiche. Possiede circa 1800 album (“Ma il pezzo più pregiato è sempre il prossimo, quello che deve ancora arrivare”) provenienti da tutti gli angoli del pianeta, stampati in tutte le lingue del mondo e passati fra le mani di chissà quanti innamorati del calcio. Collezioni che coprono un arco di circa settant’anni, una parte dello zeitgeist di ogni epoca: dalle magliette con i colori ridipinti alle foto perfette successive alla rivoluzione digitale, dai basettoni anni ’70 ai poliedrici look di Beckham, dall’alopecia di Beppe Furino al taglio a… origine del mondo di Ronaldo nel 2002. Sino al 2 giugno, a San Felice sul Panaro, è possibile visitare la sua mostra dedicata alle figurine degli Azzurri, dal primo album del 1962 agli ultimi dedicati a Sudafrica 2010: “.È una piccola parte della mia collezione - racconta Bellini - e si tratta solo degli album dedicati alla Nazionale azzurra dal Cile in avanti”. Si parte dal 1962 per un motivo: il Mondiale del 1958 fu l’unico a cui l’Italia non partecipò. “L’album più antico che ho è inglese, sui Mondiali del 1934, ma non ha grande valore di mercato. Sono i primi Panini degli anni ’60 i più preziosi: alcuni arrivano anche a valere 2500 euro”.
La passione di Gianni nasce agli inizi degli anni ’80: “Collezionavo le figu anche prima, da bambino, ma è stato allora che ho cominciato in maniera più rigorosa. Ora, grazie a internet, andare alla ricerca di pezzi rari è più semplice, ma a quel tempo ci si affidava alle rubriche di annunci sulle riviste sportive. La Palestra dei lettori del Guerin Sportivo, il Mercadillo di Don Balon: poco alla volta, sono riuscito a creare una fitta rete di corrispondenti che, all’estero, come me hanno questa passione”. Tifoso del Modena, ma soprattutto della Nazionale e cultore di tutto ciò che ha a che fare con i Mondiali, per Bellini le figurine erano necessarie principalmente per una questione morfologica, “perché mi piace essere in grado di riconoscere a colpo d’occhio i giocatori anche solo vedendoli alla tv”. Germania ’74 è il Mondiale che lo affascinò maggiormente (“All’Italia non andò bene, ma a me piaceva molto la linea mediana con Capello e Benetti”), mentre la sua figurina cult è quella di Ivano Bordon: “La ricordo come fosse oggi. Album 1972-73, mi mancava solo quella per completare l’album. Un mio compagno di scuola ce l’aveva e mi propose di scambiarla con 500 figu: avevo 490 doppie, corsi in edicola per comprare le altre. E nella seconda bustina finalmente trovai quel Bordon che cercavo da mesi”.
Attenzione, però: non è un hobby da bambini. “Possiedo anche album dei vari campionati regionali brasiliani, poi tante edizioni non ufficiali ma molto particolari e ricercate. Gli album hanno tutti il loro fascino visivo, ma vanno anche spiegati: vi si trovano refusi, mancate convocazioni ed errori grossolani, veri e propri cult. Uno degli ultimi pezzi della mia collezione, ad esempio, è un album venezuelano sui Mondiali 2006: nella pagina della Croazia, l’editore ha stampato le figurine dei giocatori ungheresi”. Celo.

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