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03 giugno 2010

Prandelli nuovo ct: in una lettera l'addio alla Fiorentina

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Erede designato di Lippi. Cesare Prandelli ha rescisso il contratto che lo legava alla Fiorentina

Il tecnico di Orzinuovi non è più l'allenatore viola. L'erede di Lippi sulla panchina azzurra ha lasciato la sede del club dove ha rescisso il contratto dopo 40' di colloquio. A breve l'ufficialità. E ai tifosi scrive: "Sarete sempre nel mio cuore"

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Contratto rescisso
- Cesare Prandelli non è più l'allenatore della Fiorentina. Pochi minuti fa il prossimo ct della nazionale ha lasciato la sede della società viola, dove è rimasto per una quarantina di minuti circa, firmando la rescissione insieme al suo vice Gabriele Pin. A momenti arriverà l'ufficialità.

L'addio in una lettera - Cesare Prandelli ha scelto di scrivere una lettera per salutare Firenze e i tifosi della Fiorentina. La lettera scritta è un lungo elenco di destinatari di un saluto accorato in cui ripercorre tante tappe dei cinque anni in viola. Un pensiero c'e' anche per i suoi giocatori, quelli che lui definisce "chi ha corso".

Questo il testo integrale della lettera. "A chi mi incontra per strada e mi chiama 'Cesare'; a chi ha preso la pioggia, il sole, il vento al Franchi; a chi ha fatto le vacanze a Folgaria, a Castelrotto e a Cortina; a chi ha pianto per un rigore sbagliato o per la gioia di Anfield; a chi ha creduto come me e si è emozionato per una solitaria bandiera viola ad una finestra; a chi ha pensato che, nonostante sbagliassi qualche cambio, ero comunque una persona per bene; a chi ha saputo capire ed apprezzare il significato del silenzio; a chi ha fatto centinaia di chilometri per dire 'io c'ero', quelli di Verona, di Torino e che hanno pianto di gioia con noi; a quelli che ci aspettavano all'aeroporto la notte per cantare 'forza viola'; a chi urlava 'falli correre' e a chi ha corso; a chi mi diceva, toccandomi ogni volta l'anima, 'Grande Mister, uno di noi' oppure 'quando parlo con te è come se parlassi con un parente', fratello, zio cugino, padre non fa differenza. A tutti, a Firenze con la sua eleganza un pò malinconica, la sua diffidenza e la sua generosita', devo dire solo due cose: grazie e vi porterò sempre nel mio cuore. Cesare". 

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