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12 giugno 2010

Massì, viva le vuvuzelas. E viva i tappi per le orecchie

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Ecco il rimedio per il suono delle vuvuzelas: i tappi per le orecchie hanno successo almeno quanto le celeberrime trombette

Marco Foroni, da Johannesburg, ci racconta una giornata di puro delirio sonoro, dove il suono delle celeberrime trombette, l'orgoglio del Sudafrica, ti accompagna da mattina a sera. Ma c'è chi ha trovato un antidoto... GUARDA LE FOTO

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di MARCO FORONI
da Johannesburg (Sudafrica)

Quando la sera gioca il Sudafrica, a Johannesburg non serve mettere la sveglia. Ci pensano le vuvuzelas. Dalla mattina presto. Nel complesso residenziale dove dormono gli inviati di Sky Sport. Nel centro parcheggio del centro commerciale, alla stazione di servizio, in coda al semaforo. Ovunque: dalla mattina alla sera. Praticamente senza interruzione. Non il frastuono assordante che si ascolta allo stadio, ma quasi. Qui le vuvuzelas tutti le adorano, le suonano, le mostrano con orgoglio ai fotografi arrivati da ogni parte del mondo. Ma, sorpresa! C’è anche chi all’angolo della strada vende dei tappi gialli, per le orecchie. C’è chi dice no alle vuvuzela, da non cerdere. Roba da turisti? Niente affatto: le usano anche loro, i sudafricani. Paul, il bambino arrivato con la famiglia con quattro ore d’anticipo allo stadio, non se le leva mai. Nemmeno quando gli chiedo se gli posso fare una foto per sky.it. Al Soccer City Stadium Mark arriva poco dopo, a concerto già iniziato, con i suoi figli. E i suoi tappi per le orecchie. A lui devo chiederlo tre volte: ti posso fare una foto mentre metti i tappi per il nostro sito, please? Niente da fare, non sente. Oddio, non è che tra un mese a fine mondiale saremo tutti nelle sue condizioni? Per fortuna che seduti vicino a me e Luca Marchegiani alla fila X del settore 504, 100 metri sopra il livello del campo di gioco (che è 1700 metri sopra il livello del mare), ci sono due ragazzi organizzatissimi. Vuvuzela d’ordinanza. In testa la makarapa, l’elmetto dei minatori in versione tifoso. Bandiera arcobaleno sulle guance. E sulla fronte si scrivono Bafana Bafana. Hanno tutto, persino due tappi gialli in più. Troppo gentili: me li regalano. Adesso si che mi diverto. Ma nemmeno io voglio perdermi il discorso di Blatter e di Zuma che aprono i primi mondiali africani della storia. Dopotutto stamattina sono stato buttato giù dal letto da vicini di casa che aspettano questo momento da una vita. Mi levo i tappi. "Here we are Africa", dice Blatter. Il boato delle trombe è un urlo d’orgoglio di un continente intero. Due file sotto di me una mamma con la maglia della nazionale sventola la bandiera del Sud Africa. Ho i brividi. Sono venuto qui per vedere e raccontare le partite, ma prima del calcio d’inizio sono emozionato come poche altre volte. Viva i mondiali in Sud Africa. Ma sì, viva anche le vuvuzela. E soprattutto viva i tappi per le orecchie.

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