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16 giugno 2010

All White: abbiamo un'ideuzza per rovinare la festa a Lippi

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Winston Reid segna il pari della Nuova Zelanda con la Slovacchia

Il ct Herbert in vista del match di domenica contro gli Azzurri: "Proveremo a guadagnarci dei calci piazzati e con quelli proveremo a mettere in difficoltà l'Italia". L'obiettivo è insomma puntare sulla fisicità. GUARDA LE FOTO

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C'è una squadra, in Sudafrica, che il suo Mondiale l'ha già vinto. Pareggiando a tempo scaduto con la Slovacchia, il calcio della Nuova Zelanda, paese dove sportivamente parlando esiste solo il rugby, ha già raggiunto il più grande risultato di sempre. E' in questo clima di festa, che la Nuova Zelanda cerca di contenere per non perdere la concentrazione, che arriva la sfida contro i campioni del mondo: per il movimento calcistico nazionale sarà una specie di giubileo.

I neozelandesi al Mondiale sono venuti una volta sola, in Spagna nel 1982. Furono presi a pallonate da Brasile, Urss e Scozia; ma fecero due gol inutili agli scozzesi (5-2) che bastarono a dar ai partecipanti a quella spedizione la gloria patria. Fra loro c'era un terzinaccio ricciolone che oggi è il simpatico e sorridente signore brizzolato che allena gli 'All white' del miracolo sudafricano, Ricki Herbert.

Fare il primo punto del Mondiale è già un obiettivo straordinario raggiunto, ma a questo punto tanto vale non accontentarsi. Il Ct tiene a sottolineare che per il calcio neozelandese domenica a Nelspruit "sarà un momento storico. Giocheremo con un grandissimo rispetto per gli italiani, ci abbiamo giocato contro l'anno scorso prima della Confederations Cup, ma ora è tutta un'altra cosa: quella era un'amichevole, questa sarà una partita vera. Ma vi posso assicurare - aggiunge - che per il calcio del nostro paese solo avere la possibilità di giocare contro i quattro volte campioni del mondo è molto gratificante. E' una squadra di giocatori solidi e forti a livello tecnico".

A margine di una seduta alla quale hanno preso parte solo le riserve (l'undici che ha battuto la Slovacchia ha lavorato in piscina) Herbert ha confessato di essere un fan di Lippi, ma di avere un'ideina per rovinargli la festa: "Proveremo a guadagnarci dei calci piazzati e con quelli proveremo a mettere in difficoltà l'Italia". L'obiettivo è insomma di sopperire all'indiscutibile dislivello tecnico buttandola sulla fisicità, punto di forza dei neozelandesi.

La Nuova Zelanda prosegue gli allenamenti al Sinaba Stadium di Daveyton, una delle più popolose townships del Sudafrica, dove, contrariamente ai consigli della Fifa che sconsigliava di installare in queste zone i campi base, continua a svolgere con serenità i propri allenamenti. Gli abitanti non vengono fatti assistere alle sedute: l'ingresso nei campi è sempre molto controllato, ma essendo degli esperti di calcio, quelli di queste parti sanno che non si stanno perdendo le gesta di particolari campioni. Quando il pullman della squadra attraversa le strade della township, è comunque tutto un applauso e uno starnazzar di vuvuzelas.

In questo agglomerato urbano, a est di Johannesburg, vivono  circa un milione e mezzo di persone e tutte sono appassionatissime di calcio. Le condizioni di vita intorno allo stadio sono un po' meno drammatiche rispetto ad altrove: Daveyton è stata la prima black township ad essere servita dall'elettricità.

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