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25 giugno 2010

La giovane Italia di Prandelli. Cassano-Balotelli il futuro

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Marcello Lippi e Cesare Prandelli, il passato e il futuro della Nazionale italiana

Dopo la figuraccia rimediata in Sudafrica dagli Azzurri guidati da Marcello Lippi, la Nazionale riparte dalla sua nuova guida: Cesare Prandelli. Sarà ricostruzione come nel '74? Una cosa è certa: nel ''nuovo corso'' si punterà sui talenti meno ''maturi''

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"Il '74? Brutti ricordi''. Gigi Riva rivive il film dell'ultimo fallimento azzurro al primo turno, l'altro Mondiale di Germania dove l'Italia arrivò da finalista e uscì alla prima botta, esattamente 36 anni fa. "Anche se allora il girone andò diversamente", ricorda l'ex Rombo di Tuono, che però anche per oggi parla di "ricostruzione". Il charter che riporterà l'Italia a casa partirà domani sera da Johannesburg, dieci ore di volo fino a Roma e poi proseguimento fino a Milano. Il viaggio che invece dovrà intraprendere il nuovo ct, a cominciare dalla prima amichevole in programma l'11 agosto, sarà invece molto più lungo.

"Non so quanto tempo ci vorrà per rimettersi in piedi, auguro a Prandelli di riuscirci il più presto possibile", il passaggio di testimone di Lippi. Si riparte dal tecnico di Orzinuovi, che a questo punto potrebbe essere presentato la prossima settimana. Si riparte da Balotelli, Cassano, i giovani ancora da crescere sul palcoscenico internazionale. E forse da Paolo Maldini, l'ex campione che in Federcalcio più d'uno vorrebbe fortemente convincere ad assumere un ruolo da 'chioccia' della squadra. Arrigo Sacchi era alternativa a Prandelli, ora che il ct è scelto potrebbe tornare in voga con un ruolo di 'gran pensatore' della rifondazione azzurra.

Ricostruzione come nel '74, quando le redini del calcio azzurro furono prese da Bernardini-Bearzot, verso il quadriennio d'oro '78-82. Questa volta, la scuola di tecnici federali non offre alternative, Abete ha scelto di puntare sul progetto Prandelli: idee, gioco, il volto pulito del calcio italiano. ''Comunque vada questo Mondiale, dovremo affrontare una riflessione sul ricambio generazionale: il calcio italiano ha un deficit di qualità", aveva detto, dopo il pari con la Nuova Zelanda, il presidente federale. Che stasera dallo stadio di Johannesburg è uscito amareggiatissimo, e con tutto il peso della sconfitta sulle spalle: Lippi va, lui resta e deve ricostruire. Limitare gli extracomunitari servirà a poco, semmai si aumenteranno le politiche di incentivazione dei vivai.

Soprattutto, si proverà a creare attorno a Prandelli un progetto per tutte le Nazionali: non a caso Abete ha voluto fare un contratto di quattro anni (con una clausola di svincolo alla fine del secondo anno). Le priorità sono la qualificazione agli Europei 2012 (partite al via a inizio settembre) e poi l'impostazione di un lavoro per il prossimo Mondiale. Cannavaro e Gattuso hanno detto addio, Camoranesi e Pirlo si sono detti disponibili a restare se ct e Federcalcio vorranno, Buffon sarà il prossimo capitano, De Rossi il punto di riferimento.

Poi Prandelli aprirà le porte a quel Cassano che avrebbe voluto già alla Fiorentina nei momenti difficili con la Samp, tenterà la scommessa Balotelli, lavorerà su Montolivo, proverà a recuperare Gilardino (due punti fermi della sua Fiorentina); aspetterà che crescano Santon, Criscito, Marchisio e gli altri ragazzi del dopo-disfatta. La crisi è sancita, ora bisogna correre ai ripari.

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