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25 giugno 2010

Italia dai brandelli a Prandelli. Cannavaro: voltare pagina

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Il giorno dopo l'eliminazione della Nazionale, aspettando il nuovo ct, parla il capitano: ''Diamoci una mossa se no rivinciamo qualcosa tra 26 anni...''. Il presidente Figc, Giancarlo Abete: ''Dobbiamo ripartire, ma non rinnego Lippi''. GUARDA I VIDEO

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Da campioni del mondo a Berlino alla figuraccia rimediata in Sudafrica, l'Italia di Lippi esce vergognosamente dal Mondiale nell'ultima partita del girone eliminatorio. Il ct della Nazionale, che lascerà il suo posto a Cesare Prandelli, fa il mea culpa subito dopo la doccia fredda rimediata in campo contro la Slovacchia. Questa mattina hanno parlato Giancarlo Abete, presidente della Figc, e il capitano della Nazionale Fabio Cannavaro.

Questa l'analisi del capitano degli Azzurri il gorno dopo la ''figuraccia mondiale'': "L'elmetto dobbiamo mettercelo tutti, perché è giusto prendersi gli elogi quando vinci e le critiche quando le cose non vanno bene. Noi ci mettiamo la faccia, ma adesso il calcio italiano deve guardare al futuro, pensare a migliorare, altrimenti, se restiamo così, ci vorranno altri 25-26 anni per vincere un Mondiale e un Paese come l'Italia, che vive di calcio questo non può permetterselo. Qualcuno deve prendersi la responsabilità di fare cose diverse".

Giancarlo Abete, invece, non rinnega la scelta di Lippi: "Ho scelto Lippi ed è una scelta che non rinnego, perché non ho motivo di farlo. Dopo gli Europei abbiamo deciso di prendere un commissario tecnico che ci ha fatto vincere un Mondiale - spiega Abete - C'è gratitudine, ma anche legittime critiche per la delusione di questo Mondiale. Io ringrazio tutti, lo staff tecnico, i giocatori, tutti per l'impegno profuso perché bisogna tenere distinta la valutazione tecnica da quella che prende in esame l'impegno profuso".

"Non possiamo intristirci, abbiamo il dovere di ripartire dopo questo risultato fortemente negativo. E' un obbligo della federazione e dell'intero movimento calcistico italiano", dice Abete. "Non si tratta di essere pessimisti, si tratta di essere realisti e determinati. Tutto deve essere valutato in base alle situazioni attuali: se l'Under 21 ha difficoltà a qualificarsi per la fase successiva degli Europei, è un fatto oggettivo. E' un fatto  oggettivo se la nostra Nazionale non ha vinto nel 2010".

"Ricordare il trionfo del 2006 non è sintomo di un atteggiamento di presupponenza. Abbiamo percepito le difficoltà della squadra in termini di competitività e non da oggi", osserva ancora. "La critica è sempre giusta, ma l'insulto è assolutamente gratuito. L'impegno c'è stato, così come la buona fede. Siamo adulti e vaccinati: se arriveranno gli insulti, saranno presi. Ognuno rimane con il suo sistema di valori. Essere sereni non significa essere irresponsabili: significa mantenere equilibrio in un momento difficile".

Il presidente del Coni Gianni Petrucci, invece, ritiene prematuro un processo alla fallimentare spedizione azzurra: "E' andata come è andata, ma la mia esperienza sportiva mi ha insegnato a non fare processi sommari e ad analizzare le cose a freddo. Per questo, quando torneranno in Italia parlerò con il presidente della Figc, Giancarlo Abete, a cui darò tutto il mio contributo e appoggio, così come il sottosegretario, Rocco Crimi, che vedrò la prossima settimana".

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