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24 maggio 2014

Blatter conferma: "Sì ai time-out durante le partite"

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Blatter conferma l'introduzione dei time-out durante i match dei Mondiali (Getty)

A una manciata di giorni dall'inizio dei Mondiali il presidente della Fifa fa il punto della situazione sull'organizzazione e conferma che nelle partite ci saranno i time-out: "Per permettere ai giocatori di rifiatare", a causa del clima afoso e umido

A una ventina di giorni dall'inizio dei Mondiali 2014, e quindi a poco anche dal suo arrivo in Brasile, il presidente della Fifa Joseph Blatter conferma che durante il torneo iridato ci saranno i time-out (nelle partite con inizio alle 13 ora locale, "per dare ai calciatori la possibilità di rifiatare") e parla delle proprie sensazioni.

Lo fa con un'intervista pubblicata, sia nell'edizione in edicola che su quella online, dal giornale svizzero "Le Temps".   Blatter dice di essere "ansioso come un attore che sta per salire sul palcoscenico", poi conferma (lo aveva già detto il segretario generale Valcke) che "se necessario, le partite saranno interrotte con dei time-out affinché i giocatori possano rifiatare". Rivela poi che il governo brasiliano avrebbe voluto designare 17 città, con relativi stadi, come sedi di partite, idea subito bloccata dalla Fifa.

Blatter è preoccupato dai ritardi, in opere e infrastrutture, che ci sono in Brasile? "Nemmeno un po' - risponde - Questa sarà la mia decima Coppa del mondo, e a tre settimane dall'inizio della competizione escono fuori sempre le stesse preoccupazioni. In Italia il giorno prima del fischio d'inizio della partita inaugurale stavano ancora fissando i seggiolini negli stadi. In Brasile in fondo tutto è pronto, e tutti e dodici gli stadi sono già stati utilizzati".

Ma quello di Manaus (che ospiterà Italia-Inghilterra) non rischia di trasformarsi in una cattedrale nel deserto? "Giocare a Manaus non è stata una decisione della Fifa, ma del governo brasiliano - puntualizza Blatter - All'inizio loro volevano costruire non 12 ma ben 17 stadi e siamo stati noi a ridurli. Ma quella sull'Arena Amazzonia è stata una decisione forte, e il sindaco di Manaus mi ha garantito che, dopo il torneo, l'impianto sarà utilizzato per altre attività, come musical, iniziative culturali e concerti. Quindi non diventerà una cattedrale nel deserto".

Ma come si fa a giocare a calcio a Manaus con quel caldo e quella umidità? "I calciatori professionisti vanno in campo in qualsiasi condizione meteo, con freddo, neve e tutto... non sarà certo l'alta percentuale di umidità a fermarli. Comunque è possibile che, in casi particolari, le partite vengano temporaneamente fermate in modo che gli atleti possano rifiatare e bere qualcosa".

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