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14 giugno 2014

Impresa Costa Rica, Uruguay battuto 3-1 a Fortaleza

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Nel primo incontro del Gruppo D, lo stesso dell'Italia , al Castelão la Celeste delude al debutto contro i sorprendenti Ticos. Cavani illude su rigore, poi la squadra di Pinto si esalta con Campbell, Duarte e Urena. Azzurri avvisati in vista del 20 giugno

URUGUAY-COSTA RICA 1-3
23' rig. Cavani (U), 54' Campbell (C), 57' Duarte (C), 84' Urena (C)

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Clamoroso fu il Maracanazo, teatro del trionfo dell’Uruguay in Brasile nel 1950, l’unica edizione accolta in passato sul suolo verdeoro. Meno altisonante ma comunque sorprendente è lo scivolone della Celeste piegata 3-1 nel proprio debutto Mondiale contro la Costa Rica, attesa incognita e tutt’altra che cenerentola del Gruppo D insieme ad Italia ed Inghilterra. Un esito che concede ottimismo agli azzurri in vista della sfida all’Uruguay il 24 giugno, a Natal, ma che viceversa deve allarmare la Nazionale verso il confronto con i Ticos (20 giugno a Recife). Sudamericani deludenti sotto il profilo agonistico e tecnico nonostante uno spessore favorevole, che tuttavia ha premiato gli uomini di Pinto carichi di entusiasmo e privi di remore. L’uno-due Campbell-Duarte, oltre a vanificare il vantaggio di Cavani su rigore, ha preceduto l’acuto di Urena e stravolto gli equilibri di un raggruppamento tutto da scrivere.

Suarez fuori, Uruguay opaco - Oscar Tabarez, dal 2006 alla guida delle Celeste e più longevo tra i 32 ct Mondiali, rinuncia all’acciaccato Suarez e punta su un pragmatico 4-4-2, modulo puntellato dal tandem d’attacco Forlan-Cavani. L’avvio di gara premia il dinamismo dell’Uruguay nonostante l’abbottonato 5-4-1 costaricense, messo sotto pressione nel battesimo mondiale. Banali amnesie tecniche mantengono tuttavia il match spento sino al 22’, quando l’arbitro Brych concede un penalty per una trattenuta su Godin. Cavani non sbaglia, sfrutta l’omaggio dei Ticos e deraglia l’incontro dai binari dell’equilibrio. Il solo Campbell non scuote la squadra di Pinto, complice l’afa del Castelão che rende spezzettato un primo tempo tutt’altro che esaltante.

Svolta Costa Rica, che impresa
– L’intervallo riordina le idee della squadra di Pinto trascinata dall’ottimo Campbell che, a dispetto delle vesti da centravanti, raccoglie la sfera sulla trequarti e garantisce ossigeno ai compagni. Proprio il 21enne dell’Olympiakos, in prestito dall’Arsenal, sfrutta l’invito di Bolanos e agguanta l’Uruguay. Un intervallo di tre minuti costa testa e partita alla Celeste, travolta dalla proiezione offensiva di Duarte che mette le freccia e regala un insperato 2-1 ai Ticos. Chi attende una reazione dei sudamericani, orfani di Suarez, resta deluso da un approccio sornione e senza sbocchi offensivi, soffocati dall’ordinato assetto della Costa Rica. Le sortite di Campbell, in fase di possesso, precedono l’acuto del neoentrato Urena e sino al triplice fischio finale diventano un costante spauracchio. Certamente non il fantasma della Celeste che dal 1950 aleggia sul Maracanà, ora meno terrorizzato da un Uruguay quanto mai deludente.

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