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16 giugno 2014

Magia di Messi, l'Argentina piega a fatica la Bosnia: 2-1

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Al Maracanã tanta fatica per la nazionale allenata da Sabella: vantaggio dopo 2' grazie all'autorete di Kolasinac. Poi pochissime occasioni, fino al bellissimo gol della Pulce. Nel finale Ibisevic accorcia le distanze, ma i tre punti sono dell'albiceleste

ARGENTINA-BOSNIA 2-1
2' aut. Kolasinac (B), 64' Messi (A), 84' Ibisevic (B).

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Messi c'è, l'Argentina forse. Al Maracanã, davanti a 75.000 spettatori, non brilla la nazionale di Sabella, non brilla, in realtà, nemmeno la pulce. Eppure la nazionale albiceleste riesce a piegare la resistenza di una fiera Bosnia, al proprio debutto Mondiale. È stata una partita tutt'altro che divertente e spettacolare, sbloccata al secondo minuto da una goffa e sfortunata autorete di Kolasinac, che ha indirizzato la partita sui binari argentini. Il resto è stato un vivacchiare, senza squilli, fino allo slalom con gol all'angolino di Messi e al gol di Ibisevic che ha messo paura a Sabella.

Pronti, via, gol: l'Argentina si è trovata in vantaggio dopo 2'35". Punizione di Messi dentro l'area, palla sfiorata da Rojo e autorete di Kolasinac. Non ha sfondato, però, l'Argentina. Per lunghi tratti sia Messi che Aguero sono sembrati corpi estranei. Il 3-5-2 di Sabella, molto simile a un 5-3-2 in fase difensiva, non è lontano parente dello schema spettacolare dell'Olanda di Van Gaal: la fantasia, la velocità e le giocate, oltre alle verticalizzazioni, sono mancate in maniera imbarazzante.

Il primo tempo è scivolato con un solo sussulto, una buona parata di Romero sul colpo di testa di Lulic. Nella ripresa, Higuain e Gago sono stati mandati in campo per alzare il tasso tecnico offensivo dell'Argentina. Nell'apatia totale di un match senza guizzi, ad un certo punto si è acceso Messi, fino a quel momento impalpabile: al 64' dopo uno scambio nello stretto ha puntato l'area come ai vecchi tempi. Irresistibile avanzata e imparabile sinistro nell'angolino basso: palo, gol, 2-0. E un gol così, al Mondiale, e soprattutto al Maracanã vale tanto. Tantissimo.

Uno scroscio di pioggia in un deserto di occasioni. La Bosnia non si è data per vinta, consapevole che un'Argentina così spenta era quantomeno attaccabile. E così all'84' il bomber Ibisevic ha infilato il 2-1, con un sinistro tra le gambe dell'incerto Romero. Troppo tardi, però. Il 2-1 non ha subito ulteriori scosse. L'Argentina si porta a casa così tre punti fondamentali, senza aver impressionato. Messi, in una partita davvero abulica, ha trovato una giocata delle sue. E, anche questo, è un segnale importante in vista delle prossime partite. Aver timbrato un gol del genere al Maracanã significa quantomeno che le prove generali in vista di un'ipotetica finale sono andate più che bene.

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