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18 giugno 2014

SPAGNA ANCORA KO. ELIMINATI I CAMPIONI DEL MONDO

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Seconda sconfitta consecutiva per le Furie Rosse, il Cile vince 2-0 e passa il turno con una giornata d'anticipo. Segnano Vargas e Aranguiz. Ancora un errore di Casillas. Spagnoli fuori dal Mondiale, E' la fine di un ciclo

SPAGNA-CILE 0-2
20' Vargas, 44' Aranguiz

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Erano pessimisti alla vigilia perché gli spagnoli se da una parte considerano la geografia da Ovest verso Est, sapevano che la cabala non sarebbe stata dalla loro. Nel 2002 la Francia campione di tutto, nel 2010 l'Italia mondiale a Berlino quattro anni prima, nel 2014 non poteva che toccare a loro tornarsene a casa dopo un girone eliminatorio disastroso. La fine di un'era, la chiusura di un ciclo, forse non di un modo di essere e di interpretare un calcio che, ora, laggiù ha bisogno di nuovi interpreti, più freschi, più affamati di vittorie. La Spagna torna, non ancora fisicamente ma lo farà presto, a casa con le ossa rotte dopo aver stra-perso due partite che la tagliano fuori dal Mondiale, a sorpresa, contro ogni pronostico.

Iker e la caduta degli dei - Il Cile ha messo a nudo tutte le carenze di una squadra che tatticamente non ha reso in fase di attenzione e che, singolarmente, ha deluso nei suoi uomini migliori, quantomeno in quelli più esperti. A cominciare da Iker Casillas, riconfermato da Del Bosque dopo la pessima prestazione contro l'Olanda e incapace di riprendersi riuscendo a fare quasi peggio nella sfida con il Cile in occasione del raddoppio di Aranguiz a cui ha regalato un pallone facile facile da buttare dentro con una puntata nemmeno troppo elegante.

Che rimpianto Vargas! - E sì perché prima del giocatore dell'Internacional di Porto Alegre aveva già segnato Edu Vargas, rimpianto del Napoli, profeta dovunque tranne che in Italia e anche in patria con la maglia della sua Nazionale. E' stato lui a sbloccare il risultato nel momento migliore della Spagna quando le Furie Rosse avevano dato timidi segnali di ripresa giocando più in verticale su un riconfermato ma sempre sterile Diego Costa, vera delusione tra le novità, poche, introdotte dai campeones.

Problema collettivo - Del Bosque aveva preferito Pedro a Xavi, spostando in posizione più centrale Iniesta e Javi Martinez in difesa aveva preso il posto di un deludente Piqué. Non è servito perché il problema, in un gioco come quello della Spagna, è sempre quello del collettivo. Gli errori dei singoli acuiscono i difetti. Ora la questione è quella di ricostruire un ciclo avendo il coraggio di fare scelte dolorose.

E ora l'Olanda
- Il Cile si è dimostrata squadra giovane e di talento, capace di aggredire e chiudere ogni linea di passaggio per limitare il gioco della Spagna. Tutto riuscito alla perfezione, come la qualificazione già ottenuta sul campo. E contro l'Olanda ci si giocherà il primo posto nel girone in una gara che annuncia spettacolo.

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