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20 giugno 2014

Fidiamoci di Prandelli, l'Italia vuole continuare a sognare

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Alle 18 gli azzurri sfidano la Costa Rica . Il ct è la grande sicurezza di questa Nazionale controcorrente. Non sarà una passeggiata, ma Balotelli e compagni non vogliono sgonfiare l'entusiasmo di un Paese intero

di Massimo Corcione

Di Prandelli abbiamo imparato a fidarci da sempre, ma soprattutto da quando ha scelto di andare controcorrente con la sua Italia senza mediani. Una pazza idea sarà apparsa a molti di noi, una scelta vincente s’è mostrata sul campo. Dobbiamo fidarci di lui anche adesso che dice che contro la Costa Rica non sarà proprio una passeggiata di salute. Mentre a noi - tifosi, osservatori, curiosi - pare essere tutto facile, tutto scontato.

Neppure i dubbi su Buffon e Barzagli ci scaldano: quasi a dire che Sirigu (molto poco probabile) e Bonucci (possibile) possono bastare se i titolari non dovessero farcela. Pirlo e De Rossi per tutti possono consentirsi il lusso di giocare con Thiago Motta (o Verratti), trattenendo il pallone tra i piedi come un tempo facevano Iniesta e Xavi. Marchisio e Candreva hanno fatto dimenticare per un attimo che al seguito c’è anche Immobile, nel suo piccolo capocannoniere del campionato. A Balotelli già chiedono del Pallone d’oro, tanto per dare l’idea di quanto veloce viaggi l’esagerazione. Ma anche l’entusiasmo per un’Italia che finalmente piace, esalta la fantasia, stimola i sogni. Le notti magiche sono tentazioni che il caldo dell’incombente estate favorisce.

Il terrore vero, qui in Brasile, lo abbiamo già vissuto; diciamo la verità: quel debutto contro l’Inghilterra ci spaventava, nonostante gli esperti – in testa Massimo Marianella – garantissero che la nazionale allestita da Hodgson fosse la più brutta mai schierata in un mondiale. Ma Rooney fa sempre più paura di Campbell e quell’ultima sfida contro l’Uruguay è tutt’altro che rassicurante. Non lo è ora che Tabarez s’è deciso a inserire l’implacabile Suarez al posto di Forlan e il diciannovenne Gimenez per rilevare il ruolo di Lugano. Non ci sta benissimo neppure che gli inglesi abbiano tolto il disturbo, seconda grande a chiudere il proprio mondiale senza aspettare il terzo atto.

Una ragione in più perché stasera a Recife vada a finire come tutti – Prandelli compreso – fortissimamente vorremmo.

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