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24 giugno 2014

Italia-Uruguay, dentro o fuori. Una finale, un atto di fede

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Alle 18 Azzurri in campo contro la Celeste. La coppia Cavani-Suarez fa paura alla nostra difesa anche nella versione a tre, Juventus-style. Ma noi rispondiamo con un tandem inedito: Balotelli e Immobile

di Massimo Corcione

Dentro o fuori, come se fosse una finale. Senza appelli possibili, supplementari o rigori. In palio c’è la faccia dell’Italia che altrimenti andrebbe persa, calpestata, umiliata e pure quella dell’Uruguay, se dovesse toccare a loro uscire. Così, a dieci giorni dall’inizio, tutto può finire o può cominciare di nuovo, come tutti noi italiani siamo sicuri che accadrà.

E’ soprattutto un atto di fede, la ragione parla di una partita alla pari, con la coppia Cavani-Suarez che fa paura alla nostra difesa anche nella versione a tre, Juventus-style. Noi rispondiamo con un tandem inedito: Balotelli e Immobile, il giocatore più discusso - a prescindere - e quello più amato, almeno negli ultime settimane, da quando ha vinto il titolo di capocannoniere della serie A e poi è emigrato in Germania, al Borussia Dortmund. Non hanno mai giocato insieme, ma si sono piaciuti subito. Un’intesa fuori del campo, che dovrà confermarsi in campo. Per mesi si è sentito ripetere che i due insieme non avrebbero mai potuto giocare, erano scesi in campo anche aspiranti interpreti del Prandelli-pensiero. Sarà ora per naturale convincimento o per disperata necessità, ma i due reggeranno il peso dell’attacco contro l’Uruguay. Alle loro spalle i migliori cinque che il cittì possa schierare ora, secondo il giudizio quasi unanime. Dai due esterni Darmian e De Sciglio, Pirlo, trattato in Brasile come una star mondiale assoluta, a Marchisio, a Verratti, uno che con Immobile ha un feeling calcistico molto collaudato.

Così la formazione somiglia molto all’esito di un referendum popolare che - per una volta almeno, e fino all’esito della partita della vita – coincide con le idee di Prandelli fino a sovrapporsi perfettamente con il suo pensiero. Tutta colpa (o merito) della Costa Rica avviata verso la conquista del primo posto nel girone, un pronostico che nessuno avrebbe neppure messo nel conto delle probabilità. Ma anche questo effetto sorpresa conta poco o niente.

Conta solo passare il turno. All’Italia basta un pareggio, questa squadra però non è fatta di ragionieri. Deve vincere, per volontà del popolo italiano e del suo cittì. Che poi sono quasi la stessa cosa.

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