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24 giugno 2014

Un altro Moreno condanna l'Italia. Uruguay agli Ottavi: 1-0

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Espulso Marchisio, segna Godin, Suarez morde Chiellini ma l'arbitro non se ne accorge. Si qualificano i sudamericani, ma l'Italia (rimasta in 10) non meritava di finire così. Azzurri fuori da Brasile 2014

ITALIA-URUGUAY 0-1
81' Godin

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Ce ne torniamo a casa, ma con tutto il nostro orgoglio nazionale e per la nostra Nazionale. L'Italia esce dalla Coppa del Mondo con la sua storica capacità nel complicarsi la vita, i suoi limiti e anche le discutibili scelte di Prandelli. Ma non solo. Anche questa volta sulla nostra strada abbiamo dovuto fare i conti con un arbitro non all'altezza, che ci ha lasciato in dieci e graziato l'Uruguay. Si chiama Rodriguez Moreno. Sì, Moreno, come il fischietto che ci rovinò Mondiale 2002. Sembra uno scherzo. Il resto l'ha fatto la buona squadra di Tabarez.

Tatticamente - Prandelli cambia nettamente formazione rispetto alle prime due uscite contro Inghilterra e Costa Rica: difesa a tre in ''stile Juve'', con il terzetto di Antonio Conte al completo davanti a Buffon, Darmian e il recuperato De Sciglio ai lati degli inamovibili Marchisio, Pirlo e Verratti, mentre in attacco Immobile ha la sua prima chance da titolare accanto a Balotelli. Chi si aspettava un 4-3-1-2 dell’Uruguay, rigenerata dal  successo contro la Costa Rica, osserva invece un  3-5-2 di partenza speculare agli azzurri, con Gimenez, Godin e Caceres in difesa, cui all’occorrenza si somma il confermato Alvaro Pereira. Coppia d’attacco Cavani-Suarez, quest’ultimo reduce  dalla doppietta nella seconda giornata.

La grande tensione – Tanta aggressività dell’ Uruguay in avvio, con un uno contro uno a tutto campo e Cavani talvolta a prendere in consegna Pirlo. In fase d’impostazione, però, solo palloni lunghi dei sudamericani. L’Italia fa la partita e si capisce subito la necessità di puntare sugli esterni, sia in fase offensiva che per contenere Rodriguez a sinistra e Gonzalez  a destra. Ma ciò che domina il primo tempo è la grande tensione, che aumenta con la temperatura di Natal e si traduce in una lunga serie di contrasti e passaggi sbagliati. Sull’unica buona combinazione nasce anche la chance più grande della partita per l'Uruguay:  Suarez da posizione defilata calcia su Buffon, poi fantastico nell’opporsi subito anche sul tentativo di ribattuto di Lodeiro.

Ma quale rosso!
– Nella ripresa Prandelli lascia fuori un insufficiente Balotelli, ammonito (intervento inutile su A. Pereira al 22') e quindi squalificato per il prossimo incontro. Al suo posto Parolo, un interno di centrocampo con buoni tempi d’inserimento e un discreto tiro dal limite. Verratti si sposta più avanti. Tabarez, invece, sostituisce uno spremuto Lodeiro con Maxi Pereira, che va a destra al posto di Tata Gonzalez, sistemato più al centro. Aumenta la tensione, Italia ancora più contratta. Questo incoraggia l’Uruguay, che recrimina per un rigore e al 58' e poco dopo mette Gonzalez davanti a Buffon: tecnica e velocità, ma il suo estero termina sul fondo.  Sospiro di sollievo. Il vero numero ad effetto, però, è quello del messicano Rodriguez, dal cartellino facile e che di cognome fa pure Moreno. Roba da brivido, come l'ingiustificato rosso a Marchisio.

Noi abbiamo Buffon, loro "Dracula" – Al 62' Buffon neutralizza la conclusione ravvicinata di Suarez. E' un miracolo, forse un segno. No, solo l'inizio dell’assedio della Celeste che va in gol con Godin all'81'. Poco prima il capolavoro di correttezza del recidivo Suarez, che morde Chiellini sulla spalla e resta impunito (lo condannerà la prova tv). Ma se l'arbitro è Moreno detto "Dracula", beh, non c'è niente da fare per gli azzurri. Siamo fuori. E allora la prossima volta cerchiamo di non perdere con la Costa Rica di turno.


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