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28 giugno 2014

Il "mappamondiale": così si riscrive la geografia del calcio

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(in verde i Paesi promossi agli ottavi, in rosso quelli "bocciati", in giallo i "rimandati")

Le Americhe portano agli ottavi più squadre dell'Europa per il secondo Mondiale consecutivo. Male le asiatiche, l'Africa stenta ancora a imporsi. E il calcio "mediterraneo" è rappresentato dalla Grecia

Può un Mondiale riscrivere la geografia del calcio? Forse. Di sicuro può dare indicazioni su come gira il pallone nel 2014. I segnali che arrivano dal Brasile sono inequivocabili, anche se vanno letti con una lente speciale: quella del tifo "di casa" e dell'abitudine al clima, che stanno contribuendo a far volare le sudamericane.

Il dominio delle Americhe - Cinque su 6 provenienti dal continente in cui si gioca sono approdate agli ottavi: oltre al Brasile padrone di casa, Argentina, Cile, Colombia e Uruguay possono ritenersi promosse a pieni voti. La sesta, l'Ecuador, non merita la bocciatura per quanto ha fatto vedere. Restando nelle Americhe, è l'exploit del Nord a stupire: il "soccer" americano evidentemente non può più essere sottovalutato, mentre il Messico non è più una sorpresa (per la quinta volta consecutiva agli ottavi, solo Brasile e Germania hanno fatto altrettanto). Il centroAmerica festeggia l'impresa della Costa Rica. Simpatico, e poco più, l'Honduras, che nel 2010 almeno aveva raccolto un punto.

Profondo rosso iberico - Dall'Europa giungono segnali discordanti: bene le "potenze" Francia e Germania, promossi anche i Paesi del Nord come Belgio e Olanda. Non ci si può appigliare unicamente al clima brasiliano, quindi, per giustificare il crollo dell'Italia o della Spagna. Profondo rosso nella penisola iberica in blocco, che se ne torna a casa con 14 gol subiti (7 dalla Spagna e 7 dal Portogallo). Il calcio "mediterraneo", oggi, è rappresentato dalla Grecia. Quello dei "padri fondatori" inglesi non esiste più. Rimandate Croazia e Bosnia, che non hanno affatto sfigurato, doveva fare di più la Russia.

Africa, ancora non è tempo - A salvare l'Africa ci pensano Algeria (la più bella sorpresa del Mondiale dopo Costa Rica) e la Nigeria. Ogni quattro anni sentiamo ripetere che prima o poi il calcio africano dovrà esplodere, ma evidentemente non è ancora arrivato il loro momento: Camerun, Costa d'Avorio e Ghana, che potevano contare su campioni affermati e conosciuti in tutto il mondo, fuori dopo tre partite.

Cancellata l'Asia - Peggio ancora ha fatto l'Asia: fuori tutte, con menzione per l'Iran (rimandato), che per 91' ha tenuto testa all'Argentina di Messi. Torna a casa con 0 punti, come previsto, l'Australia: alla vigilia del Mondiale, giocatori e Federazione erano i primi a non crederci, visto il girone in cui erano capitati.

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