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29 giugno 2014

Uragano James Rodriguez, il predestinato che sfiorò l'Italia

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Grazie a un Mondiale da fuoriclasse il talento colombiano, capocannoniere del torneo, è sulla bocca di tutti. Il Monaco un anno fa lo ha pagato 45 milioni di euro, ma l'Udinese e la Juventus nel 2010 furono a un passo dal prenderlo. E ora il Brasile trema

di Francesco Giambertone

“Può diventare il miglior giocatore della storia della Colombia”. A 21 anni James Rodriguez riceveva la benedizione di Faustino Asprilla e Carlos Valderrama. Gli ambasciatori del calcio colombiano nel mondo sapevano che il ragazzo era un predestinato. Perché se a 14 anni diventi professionista e a 17 sei il più giovane straniero della storia a segnare nel campionato argentino, non puoi aspettarti che nessuno se ne accorga. Infatti se n’erano accorti tutti: prima in Colombia, poi in Argentina, infine in Europa. Anche in Italia. Ma nel mancino magico e nei dribbling di James, così giovane e così bravo, le squadre di Serie A non hanno creduto fino in fondo. Non al punto da spendere 5 milioni di euro per portarlo qui quando aveva 18 anni. Peccato, perché oggi il capocannoniere del Mondiale vale 12 volte quella cifra e in Italia non verrà mai.

Il giovanissimo James (che si pronuncia Hàmes, alla colombiana) è figlio d’arte. Suo padre Wilson James e suo zio Antonio Rodriguez giocavano a calcio entrambi nel Medellin. A spingere il ragazzo sulla via del pallone è stato però il patrigno che lo ha allevato: lo accompagnava alle partite e gli diceva di provare sempre la giocata, di credere nella sua tecnica. Così James, sorridente e molto religioso, numero 10 nelle vene, a 14 anni si ritrova a debuttare nella serie A colombiana, con l’Envigado. Un predestinato. Un paio d’anni a farsi le ossa in casa e lo nota il Banfield, club argentino di vicino Buenos Aires, che lo prende a 17 anni per meno di 300mila euro e ne fa un piccolo eroe.



James in Argentina diventa un idolo, perché fa parte della squadra che nel 2009 vince il primo torneo di Apertura della storia del club. Quell’anno Rodriguez gioca 38 partite e piazza 9 gol e 4 assist tra campionato e Libertadores. Ha 18 anni ed è già pronto per il grande salto. Si inizia a parlare di lui anche da noi. L'Inter lo osserva, l’Udinese – che in quel periodo compra Muriel e Cuadrado – fa un'offerta, ma i 5 milioni chiesti dal Banfield sono troppi. Anche per la Juventus, che si inserisce nella trattativa salvo rifiutare di sborsare 3 milioni per la metà del cartellino. Pochi mesi dopo il Porto lo prenderà alle stesse cifre. Nel 2010 Rodriguez sbarca in Europa per poco più di 5 milioni di euro.



In tre anni in Portogallo il ragazzo vince 3 campionati, 3 supercoppe e un’Europa League. Anche grazie a un Mondiale Under-20 da protagonista al fianco di Duvan Zapata entra nel giro della Nazionale maggiore. Ad Oporto conosce Guarin e Falcao, e proprio dal “Tigre” si stacca solo per un anno. Dopo la stagione madridista di Falcao, il Monaco - ben consigliato da Jorge Mendes - ricompone la coppia: 64 milioni per l’attaccante, 45 per il fantasista. E al suo primo anno in Francia James Rodriguez non delude: Ranieri lo bacchetta perché copre poco, ma non può fare a meno della sua classe che porta alla squadra 10 gol e 14 assist. Mica male.



Oggi tutto il mondo ha scoperto il suo talento. La Fifa lo ha premiato come miglior giocatore della fase a gironi del Mondiale, e lui agli Ottavi ha incantato con la doppietta all’Uruguay. Se continuerà così la Colombia può sognare anche di superare il Brasile. L’ultima volta ci riuscì era il 13 luglio del 1991: il giorno prima era nato James Rodriguez. Compirà 23 anni il giorno prima della finale di questo Mondiale. Quella che potrebbe consacrarlo come il più forte giocatore della storia del suo Paese. E forse non solo di quello.

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