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29 giugno 2014

Olanda ai Quarti, Messico ribaltato in tre minuti: 2-1

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Incredibile match a Fortaleza, con i centroamericani in vantaggio fino all'87'. Poi un siluro di Sneijder ed il rigore di Huntelaar infrangono i sogni della selezione del ct Herrera

OLANDA-MESSICO 2-1
48' Dos Santos (M), 87' Sneijder (O), rig. 90' Huntelaar (O)

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Poteva essere il Mondiale delle nazionali sudamericane. E invece tre minuti di grande Olanda hanno fatto salvo l'orgoglio pallonaro del Vecchio Continente e infranto i sogni del Messico, in vantaggio fino all'87’ nell'infernale Ottavo giocato al Castelao di Fortaleza. La maledizione dei centroamericani continua: per la sesta volta consecutiva, infatti, la loro Coppa del Mondo si ferma prima dei Quarti. Come se non bastasse, la Tricolor non batte gli Orange dal 1961.

Tatticamente
– Squadre camaleontiche Olanda e Messico, con svariate soluzioni tattiche a disposizione. In campo con uno speculare 3-5-2, Van Gaal conferma Kuyt, terzino sinistro ma calciatore duttile come pochi al mondo. Quanto ai centroamericani, è Salcido nelle intenzioni del ct Herrera a dover prendere in consegna Sneijder. In difesa la certezza si chiama Marquez: esperienza, equilibrio e testa. Van Persie-Robben e Dos Santos-Peralta i due attacchi a confronto.

Ma che caldo fa – Ci si aspettava più una partita di gestione, dato il gran caldo, eppure nel primo tempo il ritmo è notevole. Soprattutto quello dello spavaldo Messico, che gioca con ordine e non dà punti di riferimento all’avversario. Difesa sempre molto alta (ma non in linea) e tanta velocità, garantita a destra dal dinamismo della mezzala Herrera. Le cose per gli olandesi si complicano subito con l’uscita di De Jong, per un probabile infortunio muscolare. E così in mezzo al campo Van Gaal perde il suo collante, cosa che Indi, il sostituto, non può garantire. L’Olanda si affida alle poche fiammate di Robben, ma la migliore occasione è del Messico: al 42’ la percussione da destra di Dos Santos si conclude con un rasoterra respinto da Cillessen con il ginocchio destro. Primo tempo decisamente più Tricolor che Orange…

Cooling Break - I 35° di Fortaleza impongono il cooling break, che non è una brutta cosa ma il time-out di tre minuti autorizzato alla mezz'ora di ciascun tempo per dare un po' di tregua ai giocatori. Sembra una sciocchezza, eppure il momento è storico per il calcio. Forse non per il portiere messicano Ochoa, in campo con la divisa a maniche lunghe…

Dos Santos, che gol!
- Nella ripresa Herrera deve rinunciare a Moreno, anche lui infortunato, e puntare sul longilineo Reyes (190 cm per circa 70 Kg) che si piazza al centro della difesa accanto a Marquez. Poco dopo il gran gol di sinistro di Dos Santos. E' il 48' e l’episodio dimostra che per difendere non basta fare “densità”: sono almeno due gli uomini in arancio che seguono il numero 10 messicano senza intervenire. E forse anche il portiere avrebbe potuto fare di più.

Tre minuti di vera Olanda - Ci prova l'Olanda a raddrizzare la situazione, anche con l’ingresso di Huntelaar. Sulla strada del pareggio, però, inizialmente ci si mettono le parate di Ochoa, straordinario al 73’ su Robben, un legno e un pizzico di sfiga. Ma è solo una questione di minuti. Un altro gran gol, stavolta di Sneijder all'87', e il rigore al 90' procurato da Robben e trasformato dal "Cacciatore" Huntelaar, cambiano il destino del match.

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