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05 luglio 2014

Zuniga, ma che hai fatto? Così può cambiare il Mondiale

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Nessuno dubita della buona fede del colombiano : giustificabile l'irruenza, non l'effetto del fallo su Neymar . Succede quando tutto sembrava scritto nel tabellone: da una parte l'asso verdeoro, dall'altra Messi. Uno scossone, forse, al destino del torneo

di Massimo Corcione

Che cosa hai fatto, Zuniga? Non si rovina così un disegno divino. O forse era proprio questo il progetto che era stato disegnato per il Mondiale dei Mondiali? Nessuno dubita della sua buona fede: l'irruenza di quell’intervento, mentre era in corso un tentativo disperato di rimonta, riesci anche a giustificarlo, ma non giustifichi l'effetto di quell’entrata: Neymar fuori, dalla partita e dal campionato. Niente semifinale con la Germania martedì, niente finale (eventuale) domenica prossima. Il mondo è insorto, via Twitter i grandi dello sport, i miti dell'NBA hanno anche individutao il colpevole, condannandolo senza appello. Ingiusto l'infortunio di Neymar, ingiusta anche istruttoria e sentenza contro Zuniga, professionista onesto per carriera e principi.


Accade quando tutto sembrava scritto nel tabellone: da una parte Neymar, dall'altra Messi. Nel nome del dieci il titolo scontato ma inevitabile per quella che doveva essere la partita del secolo, anche se sono passati appena 14 anni dall’inizio. Cosa sperare di meglio rispetto alla sfida tra i due migliori talenti in circolazione, per giunta compagni di squadra nel Barcellona degli ex invincibili? Tutto sbagliato, tutto da rifare. In grande fretta, partendo da Argentina-Belgio e Olanda-Costarica. Si scelgono le ultime due semifinaliste. Il tetto del mondo va colorandosi proprio come l'avevano immaginato tutti, prima che la giostra cominciasse a girare. Verde-oro su ogni cosa, negli stadi e non solo: è la tinta annunciata della maglietta che i brasiliani indossano e vorrebbero indossare da qui all’eternità, fino a quando diventerà stinta e consunta dal tempo. Il modo, l'unico, per cancellare l'onta del Maracanã, dramma vissuto 64 anni fa eppure mai così attuale.

L’infortunio a Neymar riapre la ferita, materializza l'incubo, un'intera nazione e non solo la sua squadra nazionale chiede l’intervento dello psicologo. Tutti in treatment, almeno fino a martedì, quando a Belo Horizonte le maglie bianche della Germania somiglieranno maledettamente a fantasmi.


Lineker, oracolo del calcio inglese, coniò la sua definizione di calcio: uno sport che si gioca undici contro undici, ma dove vincono sempre i tedeschi. I francesi oggi sottoscrivono, ma non potrà valere qui in Brasile. Se dovesse ancora succedere, però, non diamo la colpa a Zuniga. E' stato semplice esecutore di un destino che chi sa dove porterà.

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