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07 luglio 2014

Mondiali, campioni non solo in campo: il genio è in panchina

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I quattro allenatori arrivati in semifinale (Getty)

Ad un passo dalla finale ci sono quattro allenatori che hanno espresso diversi modi di intendere il calcio. Louis Van Gaal privilegia la stretegia, Felipe Scolari l'aspetto motivazionale, Alejandro Sabella è "il saggio", Joachim Low vuole la solidità

di Luigi Caputo

Le semifinali dei Mondiali sono lo specchio di quattro modi diversi di intendere il calcio. Non saranno solo Messi, Robben o Ozil a rappresentare le diverse scuole calcistiche in campo. La filosofia che sta dietro il successo di queste Nazionali parte dalla panchina, dai maestri che hanno plasmato a proprio piacimento le squadre che hanno portato in Brasile. Louis Van Gaal, Alejandro Sabella, Felipe Scolari, Joachim Löw: non sono solo i quattro allenatori che hanno raggiunto le semifinali. Ognuno di loro possiede una caratteristica precisa che li differenzia dagli altri. Anche grazie a questi fattori hanno condotto i propri uomini a un passo dalla finale. 

Felipe Scolari: "Il padre di famiglia"



Più che per le sue intuizioni tattiche, il Mondiale di Felipe Scolari è stato caratterizzato dalla dose di emotività della sua squadra. Mai una Nazionale brasiliana era stata esposta a così tanta pressione, e mai un allenatore si era ritrovato a gestire questa situazione. Fino alla semifinale, il suo Brasile ha versato lacrime su lacrime in ogni partita. Da quella inaugurale, dove diversi calciatori si commossero sulle note dell'inno, all'ottavo da thriller contro il Cile. Poi ancora lacrime di Julio Cesar e di mezza squadra per l'infortunio di Neymar. Per reggere tutta questa pressione, Scolari ha arruolato tre psicologhe. Così più con un calcio-samba, il Brasile è arrivato alle semifinali sulla spinta dell'emotività, e Scolari ne è stato il custode. Ha incarnato le caratteristiche del "Padre di famiglia" per sostenere il gruppo verdeoro.

- Punti di forza: I brasiliani vedono Scolari come un punto di riferimento. Il tecnico verdeoro è stato un maestro nel motivare i suoi uomini. Anche nelle situazioni più difficili il Brasile seguirà le sue indicazioni.

- Punti deboli: Scolari dovrà fare a meno di Thiago Silva e Neymar contro la Germania, ossia due dei pilastri della sua formazione. A parte l'aspetto motivazionale, il tecnico si ritrova per la prima volta in emergenza tattica. Questa volta dovrà andare oltre il suo paternalismo e rimodellare la squadra. Nei suoi tre precedenti contro la Germania è uscito perdente due volte. L'assenza di due elementi così importanti lo mette in una situazione di svantaggio.

Joachim Löw: "Il maestro che arriva sempre secondo"



E' alla guida della Germania dal 2006 e non si può dire che non abbia ottenuto nulla. Finale all'Europeo del 2008, terzo posto ai Mondiali 2010, semifinale all'Europeo 2012: a Joachim Löw è mancata solo la vittoria per consacrare il suo straordinario lavoro con la nazionale tedesca. Ha ereditato un gruppo lacerato dalla delusione del Mondiale perso in casa. Con il tempo ha allevato i giovani che ora sono campioni affermati a livello internazionale. La Germania è un rullo che su 15 partite tra Qualificazioni e Mondiale non ha mai perso, pareggiando solo due volte. Löw ha costruito la sua Nazionale su precisi punti fermi: solidità difensiva, gioco e brillantezza atletica. Dopo otto anni di lavoro, per il tecnico tedesco è giunto il momento di riscuotere.

- Punti di forza: La Germania ha dimostrato di essere la Nazionale più in forma a livello fisico. Proprio questo fattore è alla base della solidità che ha fatto della Germania una delle favorite alla vittoria finale. Löw poi ha schierato sin dalla prima partita un impianto di gioco preciso, che vede in Muller il suo principale interprete. Non a caso l'attaccante del Bayer Monaco è il capocannoniere della Germania con 4 gol.

- Punti deboli: L'unico ostacolo per Löw è la sua predisposizione a sfiorare le vittorie. I precedenti non sono rassicuranti. Giocare poi contro il Brasile sospinto dal pubblico di casa non sarà una passeggiata.

Louis Van Gaal: "Lo stratega"



L'unico modo nel calcio per sopperire alle differenze tecniche è usare l'ingegno. Durante il Mondiale Louis Van Gaal ha dato prova della sua sapienza tattica e del suo coraggio. Il tecnico olandese ha saputo rivoltare situazioni che apparivano impossibili da sbrogliare. Fortuna o no, Van Gaal ha indovinato tutte le mosse finora. A cominciare dalla partita contro l'Australia. Sotto di un gol, il tecnico inserisce Memphis Depay, classe '94. Dopo qualche minuto il giovane olandese prima regala l'assist per il pareggio di Robin Van Persie e poi realizza il gol del successo. Come ha fatto a prevederlo? La stessa intuizione strategica si ripete negli ottavi contro il Messico. Sotto di una rete, Van Gaal inserisce Klaas-Jan Huntelaar e lui lo ripaga realizzando il rigore della vittoria al '94. Il tecnico olandese però realizza il suo capolavoro nei quarti. La Costa Rica costringe gli Oranje ai rigori, ma prima che l'arbitro li decreti, Van Gaal fa entrare il secondo portiere Tim Krul. In carriera aveva parato solo due rigori su venti. Eppure la mossa risulta vincente perché è proprio Krul a indurre in errore due costaricani portando l'Olanda in semifinale.

- Punti di forza: Van Gaal ha dimostrato di essere uno dei migliori strateghi del mondo. Chissà se anche contro l'Argentina riuscirà a trovare la giusta chiave per vincere la partita. L'Olanda comunque può contare su un tecnico che riesce a leggere qualsiasi situazione di gioco.

- Punti deboli: Anche se spesso ha dovuto soffrire, l'Olanda ha affrontato squadre rivelazione finora. Sarà tutta un'altra storia l'Argentina, caricata da Messi e dall'euforia da una finale che manca dal 1990. Contro una squadra attrezzata per la vittoria finale, i giovani dell'Olanda potrebbe subire la pressione.

Alejandro Sabella: "Il selezionatore saggio"



Ha passato una vita a essere secondo. Alejandro Sabella ha affiancato Daniel Passarella nelle sue esperienze da allenatore dal 1994 al 2007. Ora siede sulla panchina che lo vide come assistente ai Mondiali degli Stati Uniti. In tutto questo tempo Sabella ha maturato la saggezza che l'ha portato a vincere un campionato e una Coppa Libertadores con l'Estudiantes nei suoi primi due anni da primo allenatore. La Rete si burla di lui dopo il quasi mancamento alla traversa di Higuain contro il Belgio.

Ma Sabella è un allenatore saggio e questa saggezza l'ha trasferita all'Argentina, diventandone la fonte di stabilità. Non ha sbagliato nulla sulle convocazioni: il tecnico argentino ha guardato prima al gruppo e poi alle eccezionali individualità di cui disponeva. Ha vinto finora la scommessa Sergio Romero, portiere scaricato dalla Sampdoria e proposto titolare ai Mondiali.

- Punti di forza: L'Argentina è Messi-dipendente, ma l'assenza di Angel Di Maria si farà sentire. L'albiceleste però ha nel campione del Barcellona la sua fonte di ispirazione e la sua fonte di gioco. Nell'attuale forma Messi riesce a vincere anche da solo le partite.

-Punti deboli: La squadra di Sabella è apparsa in calo fisico contro il Belgio. Di fronte avrà un'Olanda che invece fa della velocità la sua arma principale. Sarà un fattore determinante sul risultato della sfida.

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