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06 luglio 2014

Krul, il pararigori spaccone che ha fatto impazzire l'Olanda

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Il momento dell'ingresso in campo di Tim Krul. E' il 120' di Olanda-Costarica (Foto Getty)

IL PROFILO. La storia del portiere del Newcastle, entrato in campo apposta per parare i rigori contro la Costa Rica , riporta alla mente casi simili, ma non sempre altrettanto fortunati. E intanto ci si interroga: Van Gaal è un genio o un folle?

di Vanni Spinella

Era il 10 novembre del 2013 quando Tim Krul, al termine di Tottenham-Newcastle 0-1 e con 14 parate decisive all’attivo, non esitò a definirla "La miglior partita della mia carriera". Ora, non sappiamo dire se 30 secondi di supplementari più 5 rigori valgano come "partita", ma siamo certi che la sua personalissima classifica verrà aggiornata dopo le emozioni di Olanda-Costarica.

Vedendo Van Gaal che, con l’immancabile blocco per gli appunti in mano, lo mandava a scaldarsi a una manciata di minuti dai rigori, c’è chi avrà visto nel maestro olandese un genio e chi un folle. Spesso le due definizioni si avvicinano a tal punto da coincidere. Fuori Cillessen, dentro Krul, con la sola missione di parare quanti più rigori possibile, ribaltando le sorti di una nazionale storicamente sfigatissima dal dischetto.

Krul, nome ruvido almeno quanto la sua personalità, accetta la sfida: e da anonimo portiere di Premier con un paio di rigori parati in carriera (chissà cosa deve aver visto Van Gaal in allenamento per fidarsi tanto) si trasforma nell’eroe della serata. Manco avesse frequentato i corsi di psicologia di Mourinho, inizia facendo di tutto per far innervosire i rigoristi della Costa Rica. Li aspetta uno ad uno a pochi passi dal dischetto, tornando sulla linea solo quando "minacciato" dall’arbitro. A Gonzalez "promette" di pararlo, come aveva fatto in Premier con Balotelli in un Newcastle-Manchester City, e in effetti ci va vicino, facendolo poi notare con ampi gesti all’avversario. Gonzalez, che è un signore, lo ignora e va ad abbracciare il suo portiere; Balotelli, che è un ragazzo, gli si era avvicinato con braccia conserte e ghigno beffardo.

Alla fine però vince Krul, che spezza l’incantesimo della Costa Rica: ne para 2, gli altri 3 li intuisce. L’Olanda è in semifinale. Il sadico pensiero che avrà sfiorato la mente di molti, però, è un altro: “E se avesse subito gol in quei 30 secondi finali di partita?”. Come sempre la realtà del calcio supera la fantasia: è già successo, a Jasmin Fejzic, nel 2012 portiere di riserva del piccolo Greuther Furth che si trova non si sa come a giocarsi la semifinale di Coppa di Germania contro il Borussia Dortmund di Klopp. Fejzic applaude dalla panchina i compagni che stanno tenendo un insperato 0-0, finché l’allenatore Buskens, confidando nelle sue doti di pararigori, al 118’ decide di tentare il colpaccio e andare a vincerla dal dischetto, mandandolo in campo. All’ultimo secondo, però, quando tutti sono già con la testa ai rigori, Gundogan calcia dal limite dell'area, la palla sbatte sul palo, rimpalla sulla schiena del povero Fejzic ed entra in rete. Krul lo spaccone si ritenga fortunato che a un Bolanos qualsiasi non sia venuta l’idea di tirare in porta in quei 30 secondi finali.

Il VIDEO dello sfortunato finale di Fejzic:





IL PRECEDENTE: Spinosa eroe del Castel di Sangro
L’idea, mandare in campo un portiere più bravo a parare i rigori del titolare apposta per la "lotteria" finale, a dir la verità, era già venuta a Osvaldo Jaconi, "Van Gaal de noantri", in occasione di una finale playoff tra il suo Castel di Sangro e l’Ascoli nel 1996: con in palio la promozione in B, al 119’ il tecnico mandò in campo il secondo portiere Pietro Spinosa, zero minuti giocati in campionato fino a quel momento ma più bravo a parare rigori del collega titolare De Juliis, che non la prende benissimo ed esce senza degnare il compagno di uno sguardo. Spinosa non ne para uno, al quarto rigore viene graziato dal "fuori" di Mirabelli e da lì ci si alterna con una sfilza incredibile di rigori segnati. Al quattordicesimo tentativo, Spinoza si allunga dalla parte giusta, respinge il tiro di Milana e porta il Castel di Sangro in B. Il primo a correre in campo per abbracciarlo è l'amico-rivale De Juliis.




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