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09 luglio 2014

Rob, Dennis e quelle Olanda-Argentina all'ultimo minuto

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Mondiale 1998: Dennis Bergkamp, con l'esterno, dopo un aggancio meraviglioso. E' il gol del 2-1 al 90' sull'Argentina (Foto Getty)

Nel 1978 il palo di Rensenbrink al 90° manda la sfida ai supplementari, con gli Oranje fermi a 5 centimetri dalla vittoria del Mondiale. Venti anni dopo la "vendetta", quando Bergkamp si inventa uno dei gol più belli della storia a tempo quasi scaduto

di Vanni Spinella

"Per l’Olanda continuerò a prendere il palo per tutta la vita". Sono anni che Rob Rensenbrink non concede un’intervista né vuol sentire parlare di calcio e Mondiali. La sua carriera resterà per sempre legata al palo, a quel palo colpito al 90° minuto e 15 secondi della finale Mondiale del 1978, contro l’Argentina. Il risultato era sull’1-1: si andò ai supplementari e gli Oranje crollarono.

"Cinque centimetri che avrebbero cambiato la storia del calcio", ha ripetuto in più occasioni Rob "il serpente", sinuosa ala sinistra dal dribbling mortifero dell’Olanda più forte di sempre. Aggiungendo: "Forse sarebbe stato meglio se avessi sbagliato di molto: a quest’ora nessuno se ne ricorderebbe". E invece pare che sia quasi automatico dire "Rensenbrink" e pensare "palo", allo stesso modo in cui si direbbe "Madjer-tacco" o "Leonidas-rovesciata". Il suo nome resta stampato su quel legno alla destra di Fillol, che pure era riuscito ad anticipare con un guizzo da serpente quando tutti gli altri pensavano già ai supplementari. L’Olanda non glielo ha mai perdonato, dimenticando una carriera intera (coppe e scudetti a ripetizione con l’Anderlecht degli Anni Settanta), sostituendola con una singola istantanea.

(il palo di Rensenbrink a 1'20'', nel video sotto)



Per riconciliare un intero popolo con i minuti finali di una sfida con l’Argentina si sono dovuti attendere 20 anni. Certo, nulla può essere paragonato a una Coppa del Mondo sfuggita per 5 centimetri, ma quel che accadde il 4 luglio del 1998 a Marsiglia può essere considerato parte del risarcimento, ottenuto con la stessa moneta.

Agli sgoccioli di un quarto di finale che dopo gli squilli iniziali (12’ Kluivert, 19’ Claudio Lopez) si sta trascinando verso il 90°, Frank de Boer sventaglia dalla difesa, tagliando il campo in diagonale. La sua fiondata si spegne sul piede di Dennis Bergkamp come se quel pallone avesse trovato la sua culla naturale, l’olandese-non-volante beffa Ayala rientrando in un attimo e poi la piazza di controbalzo, con l’esterno destro, sotto l’incrocio più lontano. Una meraviglia all’ultimo respiro. Anche Rob, il serpente che non guardava più il calcio da 20 anni, davanti alla tv avrà avuto un piccolo sussulto.

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