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10 luglio 2014

Romero, dalle papere alla gloria. Con Van Gaal come maestro

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Oggetto misterioso nella Sampdoria, eroe nell'Argentina: chi è il vero Romero? (Foto Getty)

IL PROFILO. Protagonista ai rigori contro l'Olanda, il portiere argentino era noto soprattutto per i suoi "black-out". Il Ct olandese l'aveva anche allenato all'AZ Alkmaar: forse per questo non ha ritenuto necessario mandare in campo Krul?

di Vanni Spinella

E Krul che fine ha fatto? Quando ormai è chiaro che Argentina e Olanda si giocheranno l’accesso alla finale ai rigori, il pensiero di tutti è rivolto al portiere che appena quattro giorni prima aveva conosciuto i suoi 5 minuti di celebrità. Stavolta, però, la mossa a sorpresa di Van Gaal è "niente sorprese": tra i pali resta Cillessen, zero rigori parati in carriera, e l’Olanda affonda dal dischetto per l’ennesima volta, la quinta nella sua storia.

A prendersi applausi e ribalta è così Sergio German Romero, portiere che in Italia abbiamo imparato a conoscere più che altro per le sue papere. E che anche Van Gaal conosceva bene, avendolo allenato all’AZ Alkmaar per due stagioni, dal 2007 al 2009, vincendoci anche un campionato olandese. A voler pensare male si potrebbe dire che, proprio perché Van Gaal lo conosceva, non ha ritenuto di dover fare cambi al 120’. E Romero, invece, l’ha smentito. Due rigori parati, a Vlaar e a Sneijder, e Argentina in finale.

La Sampdoria, proprietaria del suo cartellino, si è interrogata a lungo sulla natura del portiere argentino: chi è il vero Romero? Quello che in Italia ci si guarda bene dal comprare al Fantacalcio o quello che Sabella convoca in Nazionale senza pensarci due volte? Una prima stagione in B (2011-2012) da protagonista (anche se alla penultima giornata la combina grossa contro il Pescara regalando un gol a Immobile), poi iniziano a sorgere i primi dubbi. Giusto per citare qualche perla del suo sciagurato 2013: Chievo-Samp, comico tentativo di respingere una innocua palombella di Di Michele e palla smanacciata in porta; Udinese-Samp, passaggio a Muriel nel tentativo di liberare l’area, con il colombiano che lo trafigge senza pietà; Genoa-Samp, la più dolorosa perché nel derby: cross dalla destra di Matuzalem letto malissimo dal portiere e palla che si infila in rete per l’1-1, scavalcandolo. Una sola gioia, non a caso dal dischetto: rigore parato contro la Roma, quello che Osvaldo "scippò" a Totti inimicandosi il pubblico giallorosso.

Terminata la stagione, Delio Rossi lo porta in ritiro, ma gli basta un’amichevole precampionato con il Santhià (Serie D), per capire che bisogna trovargli un’altra sistemazione. Ad agosto 2013 la cessione in prestito al Monaco di Ranieri, che dopo 3 partite gli indica la panchina, preferendogli Subasic. Il posto in Nazionale rischia di giocarselo sul serio a settembre, nella gara di qualificazione al Mondiale contro il Paraguay: ronfata clamorosa sulla deviazione non irresistibile di Nunez, con la palla che lo supera mentre lui sviene a terra sicuro di bloccarla. Solo Sabella non si fa impressionare, e adesso eccolo ripagato. Peccato: non sapremo mai come se la cava ai rigori il secondo portiere Orion.

LA PAPERA CONTRO IL GENOA:

LA PAPERA CONTRO IL PARAGUAY:


IL RIGORE PARATO A OSVALDO (a 1:00):

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