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10 luglio 2014

Brasile di Scolaretti, Arjen fritta l’Olanda, finale da Papa

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Primissima volta nella Storia: di qua Papa Bergoglio argentino, di là Papa Ratzinger di Germania. Dopo la patetica figura dei padroni di casa e un Robben che ha deluso i tulipani, che meravigliosa occasione

di Paolo Pagani

E allora Germania-Argentina, la più degna conclusione. Sfida finale tra superpotenze del pallone. Triplete di titoli nel curriculum per i nibelunghi, due per i latini. Partita molto tattica, eufemismo per dire noiosa, la semifinale archiviata tra Germania e Olanda. Ma così è giusto che fosse, per propiziare la celebrazione del rito che ogni quattro anni deve eleggere il più bravo del mondo. Il luna park di Brasile-Germania non poteva (e non doveva) restare l’icona di una kermesse che, per quanto pagana, è pur sempre cosa seria. Attesa, pazienza, ragnatele appiccicose di titic titoc, esasperazioni tattiche, timore e tremori: tutto molto più adatto all’occasione, all’iscrizione al Gran Ballo di Rio davanti agli occhi del pianeta. Dopo la triste fine di un Brasile di Scolaretti, e dopo l’Arjen fritta d’Olanda (tanta costruzione, scarso potenziale d’offesa nonostante un Robben ispirato), che domenica da Papa sta per spiovere nel calendario.



E un Papa perderà l'Infallibilità -Terza volta nella storia di Germania-Argentina, dopo Italia ’90 e Mexico ’86, ma già Classico bi-continentale da grandi emozioni. Primissima volta, comunque, di un prolungamento tanto platealmente extra-sportivo: vaticano, addirittura. Papa Francesco Bergoglio da una parte, Papa (emerito) Ratzinger dall’altra. Se il Dio profano del pallone l’ha voluto, anche quello vero sorriderà da lassù per il clamoroso,  persino scandaloso evento: uno dei due Pontefici, inevitabilmente, il 13 di luglio perderà l’Infallibilità decretata per Statuto da millenni. E su ogni social network in queste ore di lunga vigilia è già spreco di (simpatiche) battute.

Letture obbligate della vigilia? - Possiamo immaginare che il Papa d’Argentina, il cui cuore oltre che per tutti noi peccatori batte per il San Lorenzo de Almagro, si prepari alla anomala serata rileggendo aforismi del teologo gesuita spagnolo Baltasar Gracian, il religioso che nel ‘600 anticipò l’esistenzialismo: “Bisogna adattarsi al presente, anche se ci pare meglio il passato”. Teologo rarefatto, Papa Ratzinger dedicherà magari qualche ora al connazionale Leibniz, filosofo di Lipsia: “L'esistenza è una delle perfezioni e pertanto l'Essere perfettissimo esiste”,  e chissà se dal suo angolo di quiete Benedetto lascerà correre il pensiero di un istante a Joachim Loew, ct tedesco.


Ma quanti tedeschi d'Argentina - Poi c'è la Storia con la maiuscola, anche se un discorso così porterebbe altrove e troppo lontano. Nel nord d'Argentina, dove la geografia regala un magico confine struggente (con Paraguay e Brasile) fatto di immense cascate rombanti, i cognomi sono per lo più tedeschi. Immigrazione, in qualche caso scivolosa e poco limpida, post Seconda Guerra. I passaporti argentini di adesso non possono cancellare identità europee, bavaresi: riemergeranno? Poi certo c'è la Merkel, donna forte di Germania (presentissima all'appello, domenica). Poi c'è anche la presidenta Kirchner, donna debole d'Argentina. Ci sono finalmente donne al potere di qua e di là... Ma i Papi sono i Papi, abbiate pazienza, e amen. 

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