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31 luglio 2016

"Gravi problemi societari", Gattuso lascia il Pisa

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Gennaro Gattuso non è più l'allenatore del Pisa (foto LaPresse)

Dopo l'esaltante promozione in Serie B, l'indimenticato campione del Milan e della Nazionale ha deciso di lasciare la panchina della società toscana: "Venute meno le condizioni minime per lavorare"

“In seguito ai nuovi, gravi, costanti e inaccettabili problemi societari che impediscono una corretta e seria condizione lavorativa, e per il rispetto che ho sempre portato e porterò alla città e alla tifoseria del Pisa, mi vedo obbligato a rassegnare le dimissioni irrevocabili dalla carica di allenatore, unitamente al mio staff”. Gennaro Gattuso non è più l’allenatore del Pisa, e ha voluto comunicare i motivi della sua decisione con una lunga nota indirizzata alla stampa.

 

"Venute meno le condizioni minime per lavorare" - "Ho appena comunicato la decisione alla squadra, la cui reazione mi ha emozionato, rafforzando nel contempo la mia convinzione di non avere alternative - si legge nel comunicato-. Si tratta di una scelta molto dolorosa, a maggior ragione dopo la fresca ed esaltante esperienza della promozione in serie B, ma assolutamente necessaria, per senso di responsabilità innanzitutto nei confronti dei calciatori stessi". Per l’ex campione del Milan e della Nazionale "sono infatti venute meno le condizioni minime per svolgere un lavoro che porto avanti con passione e senza mai anteporre l'interesse personale a quello del gruppo. So bene che le difficoltà fanno parte del mestiere e ritengo di avere dimostrato - in particolare modo già durante la scorsa stagione, caratterizzata da non pochi intoppi - che gli ostacoli non mi fanno mai paura e che non mi scoraggiano di sicuro. Ma qui si è ampiamente passato il segno".

 

"Nessun futuro" - Gattuso analizza poi i "nuovi e quotidiani" problemi avuti quest'anno. "Avevo sperato che la situazione si potesse superare attraverso il lavoro sul campo e la dedizione. Ho purtroppo dovuto constatare che la mia era un'illusione: senza organizzazione e senza programmazione non è possibile porsi obiettivi seri, concreti e realistici. L'attuale condizione del club non offre alcuna prospettiva. Vivere alla giornata, tirando a campare in attesa di chissà quale nuovo imprevisto, non appartiene al mio modo di interpretare gli impegni che mi assumo. Fare finta di niente sarebbe stato un atto irresponsabile, soprattutto nei confronti della città e dei tifosi, che non lo meritano. Io ho una sola parola, a differenza di chi aveva promesso ai tifosi del Pisa e a Pisa un impegno che non è stato in grado di mantenere o non ha voluto mantenere. Ho dunque giudicato doveroso prendere le distanze da una gestione che non appare in grado di garantire al club non solo un futuro, ma anche un presente senza incognite extra sportive. Conserverò sempre un ricordo magnifico di questa esperienza, che non esito a classificare come la più esaltante della mia ancora breve carriera da allenatore e tra le più belle in assoluto della mia ultraventennale vita nel calcio. La mia gratitudine verso il Pisa e Pisa non potrà mai venire meno".
 

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