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16 febbraio 2016

Calciatore espulso, torna in campo con una pistola e uccide l’arbitro

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La polizia argentina è alla ricerca del calciatore che ha aperto il fuoco contro l'arbitro (foto getty)

Dramma a Cordoba in un torneo locale: un attaccante ritorna in campo dopo aver ricevuto un cartellino rosso e apre il fuoco contro il direttore di gara, che muore poche ore dopo in ospedale. Il calciatore spara anche contro un avversario, che resta ferito al petto. L'aggressore è in fuga 

Dramma in Argentina, nella periferia nord-est di Cordoba, durante una partita di un torneo locale. Un attaccante viene espulso per un brutto fallo ai danni di un avversario. Il calciatore va negli spogliatoi, prende una pistola dal proprio borsone, ritorna in campo armato e spara all’arbitro (un colpo alla testa, uno al collo e un terzo colpo al torace).

Aggressore in fuga - Il direttore di gara, Cesar Flores, 48 anni, muore qualche ora dopo in ospedale. L’attaccante infuriato apre il fuoco anche contro un avversario, Walter Zarate, 25 anni, che viene colpito al petto: il giocatore non rischia la vita, avendo ricevuto immediatamente soccorso. Dopo l’aggressione, l’attaccante è subito fuggito. "Non si tratta di una lotta tra bande, è stato un singolo individuo a organizzare tutto, ha attaccato l’arbitro e un avversario prima di scappare", hanno precisato a La Voz fonti delle forze dell’ordine, che adesso sono sulle tracce dell’aggressore.

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